Dove fare colazione a Milano: le 5 migliori brioche per iniziare la giornata col sorriso

Credits: www.pavemilano.com
Credits: www.pavemilano.com

Devo cominciare con una confessione.
Anni fa frequentai un corso di panificazione intensivo, molto bello e molto faticoso. In quel corso imparai a fare le brioche col tuppo, quelle siciliane, e i croissant, quelli francesi – parenti dei nostri cornetti. Furono tra i migliori mai mangiati in vita mia, ma la quantità di lavoro richiesta fu veramente ingrata. Per dirla alla milanese: un vero sbatti.

È vero che per molto tempo abbiamo vissuto sotto l’assedio di orrendi cornetti industriali congelati, aromatizzati al gusto brioche e unti di grassi non ben identificati. Con buona pace di chi se n’è accorto solo dopo il servizio di Report, per fortuna da qualche anno panifici, bar e pasticcerie che hanno a cuore le nostre papille gustative e il nostro risveglio sono corsi ai ripari, e a Milano sempre più facilmente si riescono a mangiare brioche di ottima fattura. Insomma, non è necessario lavorare per ore in cucina e pensare che, con meno di 2€, si possono mangiare delle ottime brioche (nome generico sotto al quale, per comodità, radunerò croissant e cornetti) mi fa sentire piuttosto fortunata.

Qui vi racconto le mie cinque brioche milanesi preferite, rigorosamente non in ordine. La selezione è molto soggettiva e si basa sui miei gusti, ovvero: brioche non troppo dolci, non farcite, con la quantità giusta di grassi (né troppi, né troppo pochi, giusto per essere scientifici).
Ecco allora dove mangiare un’ottima brioche a Milano, per una colazione che magari non farà spuntare il sole, ma almeno un sorriso sì.

Credits: Facebook Pavè
Credits: Facebook Pavè

1. Pavé | Brioche Vegana
Sai che originale! Consigliare Pavé per la colazione è come consigliare di bere quando si ha sete, ok, ma la brioche vegana l’avete provata? Non che sia una novità il prodotto in sé, ma è davvero difficile trovarne una buona e, soprattutto, senza grassi di origine incerta o peggio margarina.
Qui si può. La vegana è semplicemente perfetta nella sfogliatura e nel gusto, soffice al punto giusto, per niente unta. Viene proposta anche farcita con marmellata, ma io preferisco sempre la versione liscia. La colazione must che non passa mai di moda.
Pavé | Via Felice Casati 27 (MM Repubblica, Porta Venezia) | Via della Commenda 25 (MM Crocetta)

Credits: Facebook Le Tre Chicchere
Credits: Facebook Le Tre Chicchere

2. Le Tre Chicchere | Brioche Liscia
Le Tre Chicchere è una tranquilla pasticceria di quartiere ai confini dell’Isola. Arredamento curato, posizione tranquilla e soprattutto un’accoglienza calorosa per adulti e bambini (basta poco: qualche seggiolone, spazi non troppo sacrificati, e il fasciatoio in bagno). Niente ammiccamenti hipster, qui, ma un menu semplice a colazione, brunch e pranzo, oltre alle immancabili merende, tutto autoprodotto. Le brioche sono eccellenti: del genere che chiamerei “super burro”, leggermente croccanti, per niente dolciastre. Per una colazione tranquilla e Instagram-free.
Le Tre Chicchere | Via Boltraffio 12 (MM Zara)

Credits: Instagram @cafegorille
Credits: Instagram @cafegorille

3. Cafè Gorille | Pain au Chocolat
È vero, avevo detto “non farcite”. Ma per il Pain au Chocolat del Gorille sono disposta a fare un’eccezione (e poi, stiamo pur sempre parlando di cioccolato!). Addentatelo e magicamente vi sentirete in una boulangerie parigina. D’altronde il Gorille è uno dei miei locali preferiti e non ne faccio mistero: ai piedi del Bosco Verticale, è un posto accogliente, luminoso e con tutto quello che serve, dal wifi per lavorare al fasciatoio con i pannolini di cortesia (per le mamme distratte come me). Veniteci per una colazione di lavoro indulgente.
Cafè Gorille | Via G. de Castillia 20 (MM Isola, Gioia)

Credits: www.ca-turati.it
Credits: www.ca-turati.it

4. Ca’ Turati | Brioche alla Canapa
Nel traffico dell’asse Repubblica-Turati, si apre un’ampia vetrina su strada che cela un locale ben più ampio e fornito. Ca’ Turati potrebbe non saltare all’occhio frettoloso (e puntato sullo smartphone) del milanese medio in marcia verso il lavoro, ma una volta scoperto può diventare un punto di riferimento per colazioni da re.
La scelta delle brioche è molto ampia, tutte prodotte da una realtà artigianale pugliese che lavora con materie prime eccellenti: una combinazione di farine (kamut, Senatore Cappelli, grano arso, canapa, integrale) e farciture (marmellate anch’esse provenienti dalla Puglia, creme fatte al momento) da far girare la testa.
La mia preferita è ovviamente liscia, con farina di canapa. Morbida e con un retrogusto pungente, è l’unica a cui potrei concedere l’abbinamento con una marmellata, magari di mela cotogna.
Per chi ha bisogno di una pausa ancora prima di iniziare (anche perché per il Cynar è un po’ prestino).
Ca’ Turati | Via Filippo Turati 40 (MM Repubblica, Turati)

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Credits: Facebook Panificio Davide Longoni

5. Panificio Davide Longoni | Brioche liscia
Di Davide Longoni abbiamo già parlato qui. È il mio maestro di panificazione e io amo ogni cosa che fa e, soprattutto, come lo fa: con passione, cultura, leggerezza e sincerità. Il suo pane è una poesia croccante, dove nulla è lasciato al caso. Si parte con la cura e la selezione delle materie prime (è stato uno dei primi a riscoprire e a promuovere i grani antichi), poi ovviamente c’è il lievito madre, il tempo, e il risultato. Eccellente e mai scontato.
La stessa cura e passione (e stessa pasta madre) le ritroviamo nelle brioche che si possono gustare nel suo panificio bistrot, in una via tranquilla di Porta Romana. D’estate, è impossibile non accomodarsi ai tavolini sparsi nel piccolo orto-giardino, ma anche l’interno – sebbene di spazi un po’ sacrificati – è molto piacevole. Anche qui andiamo sul classico: nella brioche liscia la sfogliatura è molto evidente, il gusto leggermente dolce ma mai troppo. In questa stagione, vi concedo anche di variare con una fetta di panettone artigianale, che merita davvero l’assaggio.
Per cultori del lievito madre.
Panificio Davide Longoni | Via Gerolamo Tiraboschi 19 (MM Porta Romana)

E voi, dove amate far colazione con cappuccio e brioche?

BookCity 2016 arriva in città: una mini-guida per chi ama i libri, la cucina… e i gatti!

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È già quel momento dell’anno. Quello che aspettiamo con un misto di entusiasmo e frenesia. E no, non stiamo (ancora) parlando del Natale, ma del weekend milanese preferito da tutti noi booklover: BookCity 2016arriva in città!

Dal 17 al 20 novembre ci aspettano più di 1000 eventi dedicati alla lettura e disseminati sul territorio – una delle ragioni del successo di BookCity è proprio nella capacità di far scoprire ai milanesi luoghi pressoché sconosciuti della loro città – tra incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura. Un’onda anomala di letteratura, nata per coinvolgere lettori di ogni età, grazie ad un’alleanza tra Comune ed editori che continua ormai dal 2012.

Per orientarsi nel colossale programma si può partire dal sito e navigare tra location, temi, protagonisti ed programmi speciali. Noi vi segnaliamo alcuni degli appuntamenti imperdibili, a tema food ma non solo!

Chi ama le donne forti non potrà lasciarsi scappare l’evento di inaugurazione, giovedì 17 novembre alle ore 19, al Teatro dal Verme, con una delle voci più autorevoli della narrativa turca: Elif Shafak, che da sempre rivendica nei suoi romanzi l’indipendenza del racconto dalla politica e dalla realtà, e interviene sui principali giornali di tutto il mondo sulla situazione sociale e politica in Turchia.
L’autrice di La bastarda di Istanbul dialogherà con Rula Jebreal e riceverà il Sigillo della Città dalle mani del Sindaco Giuseppe Sala.

credits: Illibraio.it
credits: Illibraio.it

Anche I foodie lettori troveranno, come si suol dire, pane per i loro denti. Sono tanti gli appuntamenti con autori ed editori di libri di cucina e narratori del cibo, e tra questi vi segnaliamo: 

  • Japan my love. Cerimonia del tè e lettura di brani da “Morte di un maestro del tè” di Yasushi Inoue. Per chi adora il Giappone, la cerimonia del tè celebrata da Alberto Moro, uno dei due Maestri occidentali riconosciuti di questa antica arte. Verranno letti alcuni brani da Morte di un maestro del Tè di Yasushi Inoue e ci sarà un momento di danza con la geiko Katsutomo da Kyoto. Venerdì 18 novembre ore 17.45 presso Maroncelli District.
  • Diventare vegani: ecco come. Appuntamento con la redazione di vegolosi.it, che presenterà il libro Diventare vegetariani o vegani e offrirà la degustazione di una colazione 100% vegan. Sabato 19 novembre ore 10.30, fondazione Stelline.
  • Felici e Vegan. Sabato 19 novembre alle 12, presso la fondazione Stelline, Mara di Noia e Sonia Giuliodori, direttrice editoriale di Funny Vegan, discuteranno di consapevolezza ed etica alimentare, a partire dal libro Ricette per la mia famiglia ed altri animali.
  • Un viaggio in Romagna lungo un anno. Le autrici di Un anno in Romagna, Nicole Poggi, Cristina Casadei e il fotografo Gianluca Camporesi, ci porteranno nella loro terra per raccontarci una storia quotidiana fatta di ingredienti autentici, dettagli suggestivi e sapori locali. L’appuntamento è sempre sabato 19 novembre alle 18, nella Cripta di San Giovanni in Conca
  • A tavola con Einstein, Bohr, Marie Curie, e altri cervelli geniali. Di tavole e cene con grandi intellettuali ne sappiamo qualcosa anche noi, e per questo non vogliamo perderci la presentazione di L’incredibile cena dei fisici quantistici, di Gabriella Greison. L’autrice è fisica, scrittrice e giornalista professionista, e sarà protagonista di un monologo teatrale tratto dal libro stesso. Sabato 19 novembre ore 19.30, fondazione Stelline.
  • The Bagel Company. Ovviamente qui c’è un piccolo conflitto d’interessi, ma sono davvero orgogliosa di poter presentare per la prima volta il libro sui bagel al pubblico di questa manifestazione che amo tanto. Sarò insieme a Benedetta Jasmine Guetta, blogger di labna.it e una delle più grandi conoscitrici di cucina ebraica. Vi racconteremo come questo umile panino (con il buco) è riuscito a diventare una superstar della cucina mondiale: è la classica storia dell’emigrante che fa fortuna nel Nuovo Mondo. Venite a trovarci e ad assaggiare qualche bagel? Vi aspettiamo domenica 20 alle 12 presso l’Antiquarium Alda Levi.

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Amate i gatti e siete appassionati di fenomeni virali? Sappiate allora che Gatto Morto incontrerà i suoi fan sabato 19 novembre alle 10.30. Stefano D’Andrea e Barbara Sgarzi presentano il libro Gatto Morto, Storie di ordinari decessi, nell’incontro intitolato La comunicazione nell’era dei social media. Gatto Morto si racconta.

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credits: bookcitymilano.it

E per finire, se vi piacciono i mercatini, gli swap party e il book crossing, non perdetevi Swap a book party, che si terrà sabato 19 novembre dalle 15.30 presso La Dogana. Non un mercatino del libro, ma un format che prevede che dai libri si passi a fare networking, a conoscersi, parlare. Il libro diventa veicolo di scambio di conoscenze, esperienze e informazioni e riprende il suo ruolo di catalizzatore di persone e di energie.
Nella pratica: scambio dei libri che abbiamo più amato e un piccolo mercatino di artigiani del libro, tra gioielli che sono piccole miniature di libri, libri di poesia cuciti a mano, editori di testi introvabili, piccole produzioni di editori italiani indipendenti.

Pronti per la scorpacciata? Seguiteci anche su Instagram e #IGStories, vi racconteremo in diretta questo weekend di letture!

Figli di un dio vegano: e diventammo tutti specialisti di alimentazione infantile

Photo Credits: vegfamily.com
Photo Credits: vegfamily.com

Siamo tutti dalla parte dei bambini! (Specie se mangiano tofu).

Mi pare questo il mood che si respira sul web, ma non solo, dopo che i media hanno diffuso la notizia di una bambina ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova. La piccola – di due, forse tre anni, per alcuni di 12 mesi – avrebbe presentato sintomi legati a uno stato di denutrizione e i colpevoli sarebbero i genitori che, a detta dei media, l’avrebbero sottoposta a una “rigida dieta vegana”. La bambina, oltretutto, sarebbe stata “allattata a lungo al seno”.
Il condizionale in questo caso è d’obbligo, visto che la notizia viene riportata nei modi più disparati, con molti dettagli non chiari, e poi addirittura smentita, talvolta persino dalle stesse testate che l’avevano diffusa con toni di allarme.

Grande è la confusione sotto il cielo, e così la situazione si presta al classico minestrone (ops!) social: tutti si sentono medici pediatri specialisti in nutrizione (è la sindrome del CT della Nazionale) a cui è stato richiesto un parere. Scontato il verdetto: condanna senza appello per i genitori irresponsabili.
Sono i social, bellezza. Ma sono anche i sintomi dell’ennesima epidemia di informazione di bassa qualità che alimenta i mostri da social network e, per estensione, gli animi delle folle.

Sembra che i pareri non richiesti facciano parte del carico di oneri della genitorialità, tanto quanto le notti in bianco e i pannolini da cambiare. Per una volta però vorrei provare a rispondere e, da mamma (quasi) onnivora consapevole, dire tre cose a proposito di questa vicenda.

La prima riguarda le informazioni che i genitori hanno a disposizione

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Photo Credits: Getty Images

Quando ho cominciato a pormi il problema dell’introduzione dei cibi solidi nella dieta di Adele, ho ricevuto molti input contrastanti. Da un lato, pediatri di famiglia frettolosi e poco preparati: il mio si è limitato a consegnarmi un foglietto A6 con brevi istruzioni e uno schema di alimentazione tipo. Al consultorio è andata meglio, ma il loro compito è divulgare le linee guida regionali che, per alcuni versi, ho trovato poco coerenti (per esempio, perché dare il parmigiano a un neonato di 6 mesi, e allo stesso tempo preconizzare una dieta senza sale? Perché aggiungere alla pappa il liofilizzato di carne quando non sono ancora in grado di digerire la carne vera e propria?). All’estremo opposto dello spettro ci sono poi i pediatri che promuovono l’autosvezzamento, pratica interessante ma di fatto non attuabile se l’alimentazione della famiglia non è a dir poco perfetta. E da lì al passaggio alla vulgata “faccio l’autosvezzamento, così mio figlio di 6 mesi MI mangia le lasagne col ragù” il passo è breve.

C’è una mancanza evidente di informazione corretta, verificabile e attendibile. Troppa aneddotica e “tradizione”, pochissima scienza. Chi ha già qualche rudimento di nutrizione e ha voglia di studiare, si documenta e con l’aiuto di specialisti (pochi, visto che l’alimentazione non è una materia ampiamente studiata nei corsi di medicina) prova a impostare una dieta equilibrata e uno svezzamento sereno, anche dal punto di vista emotivo.
Per la cronaca, io ho scelto di ispirarmi a una dieta mediterranea VERA, privilegiando ed inserendo gradualmente cereali e legumi, verdura e frutta di stagione, pochi latticini di qualità (di capra, per ora), uova biologiche e pesce azzurro o bianco. La carne la introdurrò, in piccole quantità e sempre biologica, dopo il primo anno. È una dieta che rispecchia il modo di alimentarsi della nostra famiglia, per me la scelta più naturale visto che Adele non mangerà per sempre pappe.

Arrivare a questa sintesi, con il supporto di una pediatra privata, mi è costato tempo e fatica, oltre che denaro: eppure non mi sento nella posizione di biasimare quei genitori che non lo fanno. Sia quelli che scelgono per i figli una dieta vegana senza un’adeguata informazione e suppporto, sia quelli che seguono i dettami dello svezzamento “tradizionale” e ingrassano le industrie del baby food – che a loro volta ingrassano i nostri figli con grassi saturi e zuccheri raffinati. Perché ogni genitore – o la stragrande maggioranza di essi – ha a cuore la salute dei propri bambini, e tutti sbagliamo in buona fede. Facciamo anche danni, sì, soprattutto se ci mancano punti di riferimento affidabili.

Photocredits: babycenter.com
Photocredits: babycenter.com

Il secondo punto sono le questioni di merito

Eccone alcune:
La vitamina B12, che adesso è sulla bocca di tutti, può essere carente in chi segue una dieta vegana, ma può essere integrata e talvolta deve essere assunta anche da chi mangia carne e pesce (qui un’interessante spiegazione del perché).

– Uno svezzamento vegetariano è possibile. Alcuni pediatri sostengono che anche una dieta vegana, se adeguatamente supplementata e seguita da uno specialista, sia possibile per i bambini. Va comunque detto che alcuni studi sostengono la necessità delle proteine animali (presenti anche in uova e latticini) per il corretto sviluppo del cervello dei neonati e dei bambini.

– Sulla questione dell’allattamento al seno – che alcuni giornali citavano quasi come aggravante delle  presunte condizioni di malnutrizione della bambina genovese – esiste poi un’ampia letteratura che ne dimostra i benefici, ma basta citare le linee guida OMS – Unicef secondo le quali l’allattamento può essere prolungato fino ai due anni del bambino, o comunque fino a che mamma e bambino lo desiderino.

Photo Credits: news.islandcrisis.net
Photo Credits: news.islandcrisis.net

Terzo, ma non ultimo per importanza, l’atteggiamento nei media

Negli anni ci siamo abituati ad una qualità dell’informazione sempre più mediocre: manca l’approfondimento, la divulgazione scientifica non è mai stata il nostro forte, ci piace il melodramma e anche il calcio, e così tutto diventa teatrino o derby permanente. Nella fattispecie, molti giornalisti confondono vegetarianismo e veganesimo, il tutto viene dipinto con le tinte forti del fondamentalismo animalista e il risultato più evidente sono i meme con le salsicce quando l’OMS diffonde i dati sul potenziale cancerogeno di alcuni tipi di carne.
Forse questo servirà a vendere più copie e più spazi pubblicitari (ho comunque i miei dubbi). Ma sicuramente non aiuterà le persone a compiere scelte consapevoli, né a combattere i problemi di salute pubblica (ne cito uno per tutti: l’Italia è il paese con la più alta percentuale di bambini obesi). Ancora meno, a creare un confronto aperto e sereno da cui tutti potremmo trarre beneficio.

Your health is your wealth! Cartoline da Goodroots Festival, London

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Lo sappiamo, in questi giorni si parla di Londra per altri motivi. Ma, se si può dire, “quando il Regno Unito faceva ancora parte dell’Unione Europea” (quindi due settimane fa), noi di Romeo & Julienne siamo state a Goodroots, un festival colorato, divertente, 100% veggie.
Goodroots Festival è nato l’anno scorso dall’idea di due amiche di East London, e i biglietti sono andati sold out in pochi giorni. Quest’anno si è tenuto a Dalston – secondo molti, il quartiere più hip della città – ancora una volta con un enorme successo di pubblico.

Avete presente i festival vegetariani, dove tutti girano in Birkenstock e pantaloni bracaloni, si ascolta musica indiana new age e a un certo punto, chissà come, si finisce a parlare di pannolini lavabili? Ecco, Goodroots è proprio un’altra cosa [disclaimer: i Birkenstock li ho anche io e uso anche i pannolini lavabili :)]. Qui veggie fa rima con healthy, che a sua volta fa rima con sexy: a partire dall’allestimento e dalla location, è tutto molto attraente, cool e un po’ hipster. Ma alla forma seguono i contenuti, che ci sono e sono di qualità.

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Nell’area market esterna (oh sì, l’atmosfera londinese che ci piace tanto è assicurata!), tra un dj set e l’altro, si incontrano Ella Woodward, che dal blog è passata all’imprenditoria con il suo Mae Deli, ma anche alcuni dei nomi di punta della ristorazione veg londinese, tra cui Nama Raw Foods, di cui non posso fare a meno di assaggiare la Blueberry & Vanilla Swirl Cake.

All’interno, si inizia con una sessione di Yoga (tenuta dalla bellissima Annie di Mind Body Bowl) e si prosegue con i panel di mezz’ora (che durano davvero 30 minuti, e sono puntuali!): si parla di juicing, di come abbandonare lo zucchero, passando per lo yoga e le strategie per avere una pelle più luminosa. Quello che mi colpisce – oltre al fatto che ad ascoltare ci siano migliaia di persone, spesso molto giovani – è come l’accento sia sul concetto di ben-essere allargato, e non tanto sugli estremi di quello spettro che va dall’animalismo spinto alle fissazioni sulla forma fisica (o meglio, su un unico modello di forma fisica). Si parla di cibo, esercizio fisico, stile di vita, sempre in modo gioioso e poco “punitivo”. Certo, metà delle relatrici e web star sono ex-modelle, non mi sento di fargliene una colpa 😉

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Tra un assaggio e l’altro, un paio di libri acquistati al bookshop e il classico acquazzone londinese, arriva l’ora dei talk.
Il primo a cui ci siamo registrate, Blog to Business, riunisce su un unico palco alcuni dei fenomeni web più interessanti degli ultimi tempi: Melissa Hemsley, Madeline Shaw, Niomi Smart e Sasha Wilkins raccontano come sono diventate blogger di successo. Il mondo dei blogger, visto da qui, sembra meno marchettaro, più spontaneo e allo stesso tempo più concreto (insomma, nessuno ci viene a dire che il blogger è una professione di per sé). I consigli sono quelli che chi bazzica la rete conosce (o dovrebbe conoscere) molto bene: essere sé stessi, curare la propria community tanto quanto i contenuti, continuare a studiare e a specializzarsi, e soprattutto prendersi la responsabilità di quello che si pubblica. C’è anche uno spunto inedito, quando Sasha Wilkins suggerisce di scrivere, scrivere nonostante tutto, anche se ci leggono in pochi (e di non dimenticarsi di aprire un account su Snapchat). Se sono rose, insomma, fioriranno. 

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Ancora più interessante e sorprendente si rivela il secondo talk. Tutto dedicato all’Australia – che a quanto pare, in UK è considerata all’avanguardia sulle tendenze che riguardano il benessere – è Aussie Rules, a cui partecipano Sarah Wilson, Shona Vertue e uno smagliante James Duigan. Vera rivelazione della giornata, James tra una battuta e l’altra riesce a pronunciare le parole che più mi sono rimaste impresse. Per esempio, che l’esercizio fisico può essere un nemico della nostra salute, se non abbiamo rispetto per il nostro corpo; che le diete spesso non hanno senso perché non si può pensare al cibo solo come somma di calorie, o insieme di macronutrienti: il cibo è nutrimento anche e soprattutto emotivo. Se dimentichiamo questo, non potremo mai avere un rapporto equilibrato e sano con quello che mangiamo. E, aggiunge, dovremmo cancellare dal nostro vocabolario emozionale “guilt” e “shame”, ricordandoci che siamo molto di più e molto meglio di quello che pensiamo di essere. A questo punto verso una lacrimuccia, poi acchiappo al volo un Golden Ticket per il programma “I quit sugar” (cooming soon su R&J!) ed esco nel tardo pomeriggio londinese: felice, leggera, open-minded come si può essere solo dopo un viaggio in questa incredibile città.

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Dalla colazione al dolce, con i nostri Instagramers veg preferiti: bello, buono e fotogenico!

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Vegetariani, vegani, onnivori, paleo, raw, e forse qualche altra tendenza ancora: tutti contro tutti, specialmente sui social, e specialmente il lunedì mattina, quando forse la voglia di lavorare è rimasta un po’ sotto le coperte insieme ai bagordi del weekend.

Se anche voi siete stanchi di queste diatribe su chi mangia cosa e come, non proprio utili al progredire del genere umano, fate come me: cambiate canale, o meglio, chiudete Facebook e aprite Instagram. Qui si parla poco – o comunque meno – e si guarda molto. Così, mentre vi spostate in metropolitana verso gli appuntamenti della giornata, vi potrete godere un viaggio colorato e appetitoso (pensando, magari, alla ricetta che cucinerete per cena).

Qui ci sono i nostri Instagramers veg e plant-based preferiti: aggiungeteli al vostro feed, perché sbirciare tra le loro foto è un’immersione in una cucina sana, allegra, vitale. Le loro creazioni utilizzano ingredienti quasi esclusivamente di origine vegetale (ma una limitata quantità di proteine animali è ammessa, in alcuni casi), e dimostrano, se ce ne fosse bisogno, che la cucina naturale non solo è buona e fa bene, ma è anche estremamente fotogenica!

Daniela Cicioni @chefcicioni
Unica italiana in questa hall of fame, Daniela Cicioni è una chef freelance che si occupa prevalentemente di cucina vegana. L’abbiamo conosciuta a Identità Golose e i suoi piatti sono un tripudio di vitalità, una colorata anarchia che rivela in realtà una cura attentissima ai dettagli. Citando Albert Einstein, di sé stessa dice: “Credo nella Creatività, nella Passione e nel Rispetto, perchè «la Creatività è l’Intelligenza che si diverte»”.
Ci piace perché: nei suoi piatti – e nelle sue foto – i fiori non mancano mai!

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Ana Rusu @herbs_and_roots
Dalla sua cucina di Bucharest, Ana condivide ricette plant-based, raw e non. Nelle sue foto i colori sono brillanti – il verde su tutti – le composizioni gioiose e lo styling dinamico.
Dall’account Instagram, a grande richiesta, è nato anche il blog Herbs&Roots, una raccolta di ricette dalla colazione ai piatti unici, per stare meglio e amarsi di più.
Ci piace perché: a volte, scrollando le sue foto, sembra di sentire il profumo del pane sourdough appena sfornato.

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Kath & Jade @
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Le due sorelle australiane dietro Panaceas Pantry – una naturopata, l’altra cafe manager – viziano ogni giorno i loro follower con ogni genere di delizia veg. Le breakfast bowl luculliane, i dolci sfiziosi, le insalate succulente sono una gioia per gli occhi. Raccontano di una passione nata quasi per caso e che ogni giorno diventa più grande grazie anche all’affetto e all’incoraggiamento dei loro fan.
Ci piace perché: il loro account Instagram è un trionfo di colori che non può che regalare buon umore anche nel giorno più grigio (se poi contate che quando da noi è inverno, da loro è estate…)

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Audrey Snowe @unconventionalbaker
Dolci sì, ma sani e senza zuccheri raffinati. Non solo: senza glutine, uova e latticini, perché anche il momento del dessert può essere, oltre che una coccola, un’occasione per nutrirsi bene. Audrey, autrice del blog Unconventional Baker, ha iniziato a scrivere e a postare con l’intento di condividere dolci e dessert che tutti potessero mangiare, al di là delle scelte dietetiche o dei limiti imposti da specifici problemi di salute. La sua sfida è quella di far capire un altro mondo è possibile… anche nella pasticceria!
Ci piace perché: le sue foto hanno sempre un’allure romantica e sognatrice.

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Aimée Twigger @twiggstudios
Dulcis in fundo, dal South Devon con amore arrivano le foto di Aimée, ventisettenne appassionata di torte e fotografia. A una prima occhiata non lo direste mai, eppure molte delle sue creazioni sono plant-based. Come una delle ultime torte multistrato, che figura anche nell’omonimo blog Twigg Studios, realizzata insieme alla nostra Silvia: Vegan Matcha Tres Leches Cake.
Ci piace perché: le sue torte sono raffinatissime, lo styling accurato e il risultato perfetto.

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Cavoli a Merenda – Menu planning for busy mums, ovvero 5 trucchi per non perdere la voglia di cucinare!

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Photography: Silvia Bifaro

In famiglia siamo in quattro, con tante necessità diverse e poco tempo per soddisfarle. Così, mi sono organizzata metodicamente per avere varietà e non impazzire: ecco alcuni tips&tricks che uso per rendermi la settimana più facile.

1. Ad inizio settimana mettete in ammollo 3/4 legumi e 2 cereali diversi che utilizzerete a rotazione

Le proteine sono essenziali ad ogni pasto, e spesso organizzare la cottura dei legumi diventa una noia: continuiamo a scordarci di mettere in ammollo i ceci e quell’hummus non è mai pronto!
Ad inizio settimana metto in frigo 3/4 tipi di legumi e un paio di cereali, lavati e lasciati in ammollo in barattoli chiusi.
Scegliete barattoli molto più ampi del contenuto perché i fagioli rinvenendo crescono di volume, anche più del doppio. Lavo e metto a bagno: lenticchie, che vario ogni settimana in qualità (marroni, beluga, gialle…), cannellini, fagioli azuki o fagioli neri, ceci o cicerchia, piselli spezzati o fave spezzate (che per lo più uso per fare polpette vegetariane). Tra i cereali metto a bagno riso integrale, lungo o corto, e farro o orzo.
Parto usando il legume/cereale che richiede meno ammollo e finisco usando quello che richiede un ammollo più lungo di tutti (esempio: lenticchie 3-6 ore – cannellini 6 ore – azuki 6-12 ore – piselli o fave 12-24 ore – ceci o cicerchia 24-48 ore). I legumi hanno un tempo minimo consigliato per l’ammollo, ma se li conservate in frigo e cambiate l’acqua possono essere conservati molto più lungo. Alcuni germoglieranno diventando ottimi anche per un’insalata.
Più i fagioli rimangono in ammollo, più il tempo di cottura diminuisce, e aumenta la digeribilità. Lo stesso vale per i cereali integrali. Metto sempre in frigo una ciotola con un cereale diverso, la sera prima di dormire.
Quando mi dimentico di mettere a bagno abbastanza legumi oppure ho fretta, uso le lenticchie rosse decorticate. Il riso lungo basmati e i noodle di riso diventano le mie alternative veloci. Non amo usare prodotti confezionati come il tofu, e li lascio come ultima risorsa. Ma quando è necessaria una scorciatoia, viva il tofu… o le lasagne della suocera!

2. Preparate un brodo semplice e una minestra di verdure a cui poter aggiungere gli avanzi

Ad inizio settimana, o quando avete più tempo, programmate di fare un brodo che possa essere una base per risotti e minestre. Una semplice pentola a pressione con carota, zucca, cipolla, patata, sedano, e in aggiunta 5 cm di alga Kombu o 10cm di alga Dulse che arricchiscono di sali minerali senza alterare il sapore. In 30 minuti (o più, se potete) il brodo è pronto.
A volte preparo un minestrone di verdura più ricco, verso metà settimana, quando ho finito il brodo e so che presto avrò a disposizione avanzi di legumi e cereali cotti. Preparo un semplice soffritto con porro o cipolla e aggiungo diverse verdure a julienne, per esempio: carota, patata dolce, pastinaca, verza e sedano. Faccio bollire dell’acqua appena salata a parte, e quando il soffritto è pronto aggiungo le verdure e l’acqua bollente. In questa maniera il minestrone cuoce molto più in fretta e i bambini non si accorgono se c’è anche qualche verdura che non avrebbero gradito. Tengo il minestrone in frigo, e per evitare che fermenti aggiungo i legumi o i cereali (avanzati) di volta in volta solo quando lo consumo.

3. Una volta alla settimana preparate delle pietanze al forno e utilizzate gli avanzi

Ho la fortuna di avere un forno ventilato e se lo avete anche voi vi consiglio di riempirlo.
Di solito preparo una teglia di verdure arrosto miste (zucca, patata dolce, carote novelle, patate, pastinaca, sedano rapa), semplicemente massaggiate con un filo di olio e sale. Assieme preparo una teglia con dei muffin o tortine di zucca come queste (stando attenta ai tempi di lievitazione e cottura), e a volte aggiungo un castagnaccio o delle polpette fatte di avanzi.
Le verdure arrosto avanzate diventano un’ottima crema di verdure, molto saporita e appetitosa, oppure il condimento per una pizza.
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Photography: Silvia Bifaro

4. Tenete a disposizione 2 o 3 condimenti da tenere in frigo, per accompagnare le verdure o qualche cereale triste

Una semplice vinaigrette, del pesto, della tahini con sale e limone, o delle mandorle tostate e tritate con un poco di salsa di soia, possono cambiare un piatto noioso o cucinato in fretta e con poca voglia.

5. Preparate abbondanti porzioni di verdure fresche e frutta cotti o crudi, da utilizzare durante i pasti o come snack

Io preparo sempre a colazione un po’ di verdura al vapore che possa essere usata come snack per i bambini durante tutto il giorno ed dei pancake semplici che servano anch’essi da finger food.
A volte riesco persino ad organizzarmi la giornata, preparando ad ogni pasto qualcosa per quello successivo. Un esempio è cuocere più fagioli per poi frullarli in un hummus per il pranzo successivo, perfetto per i panini della gita o come snack da passeggino se accompagnato con delle gallette di riso.
Ho sempre a portata di mano avocado, carote, melograno, rucola, semi tostati e  gallette di riso. Che da soli sono tutti buoni, e insieme sono un’ottima insalata.
Ultimo ma non ultimo i dolci: in famiglia siamo molto golosi e preferisco avere sempre a disposizione qualcosa di fatto in casa. Queste palline di cioccolato sono facili e veloci, possono essere variate aggiungendo buccia di arancia, cocco, menta o frutta disidratata.
La sera io preparo molto poco perché è il momento per la famiglia. Per me è essenziale portarmi avanti con la cucina a colazione quando tutti sono più rilassati, ma ho una sveglia alle 5 e mezza chiamata Russell, e con mio marito lavoriamo da casa.
È importante che vi organizziate secondo la vostra routine per non diventare schiave della cucina, ma continuare a essere divertite e curiose di cucinare pietanze nuove!
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Cavoli a Merenda – Daal di lenticchie rosse salva mamme

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Photography: Silvia Bifaro

Questo semplice piatto è stato una delle prime pappe da “bambino grande” che i miei bebè hanno ricevuto a qualche mese dallo svezzamento (durante l’allattamento materno). L’ho servita attorno ai 15 mesi e non prima, perché è piu’ elaborata e ricca di quanto un bambino appena svezzato possa digerire. Rappresenta un’ottima combinazione per tutta la famiglia, un piatto unico con cui potete risolvere il pranzo o la cena includendo grandi e piccini.

Daal è il nome generico di una serie di piatti indiani a base di lenticchie gialle, che vanno dal più semplice al più complesso e saporito. Di base è un piatto proteico di facile digestione, adatto durante la dentizione o dopo i malanni perché facilmente assimilabile. La verdura arancione, dolce e confortante, irrobustisce il sistema immunitario. Il sapore, aiutato da una cottura lenta, ricorda il latte materno e in genere è molto gradito a questa età (dico in genere, perché se mio figlio si nutre di carote, zucca, patate dolci e via dicendo, mia figlia, che ora ha 16 mesi, mangiava solo roba verde fino a poche settimane fa).

Questa mia versione è un daal rivisto e corretto. È arricchita dai grassi vegetali del latte di cocco e dalla curcuma, che hanno proprietà anti infiammatorie, da semi di finocchio per favorire la digestione dei bimbi e la lattazione della mamma, e dalle alghe dulse, ricche di ferro, iodio e altre tracce di minerali essenziali. In più, aggiungo un pochino dell’immancabile miso per i fermenti.
Inoltre… ho barato un po’: al posto delle lenticchie gialle, che richiedono cotture lunghissime, uso le lenticchie arancioni decorticate. Phew mamme, siamo salve!

Accompagno questa zuppa con broccoli appena scottati e carote crude o scottate (dipende dai gusti del vostro bambino), per avere una buona combinazione di ferro e della vitamina C, che ne aiuta l’assorbimento.
È importante che vengano offerte le verdure separatamente per sviluppare l’abilità a gestire il cibo in pezzi e perché si abituino al cibo puro e semplice. Di solito preparo queste verdure in quantità abbondante alla colazione, e poi diventano uno snack o contorno pronto per tutta la giornata, e adatto anche ad essere mangiato in passeggino, all’occorrenza, come finger food.

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Photography: Silvia Bifaro

Ingredienti

1 tazza grande (250ml) di lenticchie rosse decorticate, lavate e scolate
1 cucchiaio da tavola di olio di cocco
1 cucchiaio da tavola di latte di cocco
1 patata dolce grande o 2 carote o relativa quantità di zucca
2 cipolle bionde
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaio di curcuma in polvere o fresca
1 cucchiaino di sale marino integrale (sale rosa o simili)
1 cucchiaio di miso scuro
2-3 foglie di cavolo nero (opzionale)
5 cm di alga dulse
1 cucchiaio di semi di sesamo tostato
acqua quanto basta

1/2 avocado tagliato a fettine
2 carote
1 broccolo
un pizzico di sale marino integrale (sale rosa o simili)

Sale e condimenti, in aggiunta per gli adulti, possono essere messi dopo aver separato le porzioni dei bambini.

Procedimento

In una pentola mettete a bollire 1 litro di acqua, nel frattempo mondate e tagliate a quadretti le cipolle. Lavate e mondate le patate o la zucca, lavate le carote. Tagliate la verdura a cubetti piccoli.

In una pentola a pressione piccola scaldate l’olio con poca acqua, aggiungete le cipolle, l’alga e un pizzico di sale. A fuoco medio fate appassire le cipolle. Quando le cipolle sono appassite, aggiungete le lenticchie, fate soffriggere e aggiungete le patate o altra verdura. Aggiungete mezzo litro circa di acqua calda.
Chiudete la pentola a pressione cuocete per 20 minuti.

Nel frattempo lavate il cavolo nero, i broccoli e le carote per il finger food. Tagliate via il gambo dal cavolo e tagliate la foglia a pezzetti, tagliate il gambo a fettine sottili (lo aggiungerete nel daal a fine cottura).

Dopo 20 minuti, spegnete il fuoco della pentola a pressione e lasciate che la pressione scenda da sola.
Aggiungete quindi il cavolo nero e se necessario altra acqua calda, cuocete per altri 10 minuti. Spegnete e aggiungete curcuma e miso dissolto in un poco di acqua. Decorate con i semi di sesamo.

Mentre il daal cuoce mettete in un tegamino con il coperchio un dito dell’acqua calda e portate a bollore con un pizzico di sale. Tagliate le carote a metà, e poi tagliatele ancora in 4-6 parti in lunghezza.
Tagliate i fiori del broccolo e divideteli in pezzi piccoli ma che possano essere tenuti facilmente da una piccola mano, ed essere morsicati liberamente.

Quando l’acqua bolle, a fuoco alto mettete le carote e coprite, e dopo 5 minuti aggungete i broccoli. Fate bollire per altri 3-4 minuti a fuoco alto e con il coperchio.
Scolate e raffreddate. La verdura deve essere tenera ma dal colore brillante e appetitoso. Colore = Vitamine!

Mettete le verdure scottate vicino alla zuppa assieme a qualche fetta di avocado. Lasciate che il bambino si serva da solo: sspecialmente se non vi piace lasciare che mangi le pappe liquide da solo (magari perché comprensibilmente non vi piace tovarle sui muri), diventa un ottimo compromesso per evitare frustrazioni. A questa età, e anche prima, vogliono fare da soli. Aiutiamoli!

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Photography: Silvia Bifaro

Quick and yummy red lentils daal for all the family

1 cup(250ml) red lentils washed and rinsed

1 Tbsp coconut oil

1 Tbsp ( or more) coconut milk

1 sweet potato or 3 carrots or some pumpkin

2 golden onions

1  tsp fennel seeds

1 Tbsp tumeric

1 tsp unrefined sea salt

1 Tbsp unpartorized miso

2-3  cavolo nero leaves ( optional)

5 cm  dulse seaweeds

1 Tbsp sesame seeds

some water

Bring to boil 1 litre of water.
Clean and dice the onion and the sweet potato in small cubes.
In a pressure cook stir fry the onion in the coconut oil, pinch of salt and some water, until soft and translucent. Add the lentils, fry a bit and add the sweet potatoes, the fennel seeds and 1/2 litre of the boiled water. Close the lid and let it cook for 20 min.
Then leave the pressure to get down by itself. Add the cavolo nero, some hot water if needed, and cook for other 10 minutes.
Switch off the fire and add tumeric and miso. Adjust the salt for the adults after having separated the children serving on a side. Decorate with some sesame seeds.

This dish is a good choice for all he family to enjoy together and for children from 15/18 months old.

Cavoli a Merenda – Dolci allo yogurt di cocco, fave di cacao e zucca

tortine zucca yogurt romeo e julienne
Photography: Silvia Bifaro

Eccoci all’inizio del nuovo anno! Per festeggiare con i bimbi e usare la verdura di stagione più dolce e confortante che ci sia, niente di meglio che un’infornata di tortine alla zucca, tutte diverse, da decorare assieme.

Il tempo vola. Russell parla due lingue, conta, litiga con la sorella, balla, riconosce gli strumenti di una orchestra dal loro suono: tra meno di un paio di mesi il mio bimbo diventerà treenne. Io ho ancora in mente la sua bocca appena uscito dalla pancia, già aperta in cerca del capezzolo. E dopo, tanti passi incerti e cadute, lui che cammina e corre. Quando è nato mi chiedevo se gli sarei piaciuta, se sarei stata una buona mamma, se saremmo diventati amici. Domande che mi faccio tutt’ora. Quanta felicità e paura sento guardando al futuro e a tutto quello che faremo assieme!
Imparare, per i bimbi, è una vera gioia: osservano e assimilano, sono fatti di vera presenza nel momento, sembra che non ci sia alcuno sforzo da parte loro. Apprendono con naturalezza e a volte passa inosservato quanto impegno mettano in ogni singola cosa che fanno. Forse, a volte, si pretende troppo da questi piccoli scrigni: un segnale che ci ha invitato a prendercela con calma, per noi, si è manifestato da poco, e siamo felici di averlo ascoltato. Quindi vi auguro per questo nuovo anno di ricevere Tempo e Spazio per i vostri bimbi. Per fermarvi, a guardare le stelle o le nuvole che passano, senza nessun proposito. Infatti il mio proposito per il 2016 è: non avere propositi (tranne cucinare dolcezze).

Così, colgo l’occasione per cominciare a sperimentare con i colori e le forme preferite di Russell (arancione e ciambelle, se ve lo chiedeste!), ma voi potete usare la scusa che preferite per infornare questi soffici dolcetti. Fate di questa ricetta un inno allo stare assieme, sporcatevi la faccia di crema e le mani di farina, sarà tutto più bello!

Per questi dolci ho usato un set di silicone da 6 formine per ciambelline, delle coppette in carta per muffin e delle forme per mini babbà.

La ricetta è davvero semplice e deliziosa: per garantire il risultato usate una zucca fresca e dolce e la banana (sostituisce un uovo), che deve essere molto molto matura. Fate attenzione che il latte di cocco sia molto cremoso (come nelle foto). [Lo specifico perché alcune volte in Italia ho trovato del latte di cocco (bio) troppo duro (con la consistenza del burro di cocco, per capirci) e per nulla cremoso].

Per questa ricetta dovete avere la zucca già arrostita, e 24-36 ore per preparare lo yogurt di cocco. Datevi il tempo per tutto, la ricetta in sé è veramente facilissima da eseguire!

tortine zucca yogurt romeo e julienne
Photography: Silvia Bifaro

Ingredienti per i dolci

1+1/2 tazze di farina di farro integrale
1+1/2 tazze di farina di farro bianca
1 cucchiaio di cannella
1 bacello di vaniglia grattugiato
1 cucchiaio di polvere lievitante bio
1/4 cucchiaino di sale marino integrale
1 cucchiaio di fave di cacao sbriciolate (opzionale), più 1 cucchiaino per decorare.
1 ½ zucca arrostita al forno e passata
1 tazza di sciroppo di riso (non malto)
3 cucchiai di zucchero di cocco
7 cucchiai di olio di oliva
1  banana grande, molto matura
1 cucchiaino di aceto di mele
70 di yogurt molto solido, di cocco* o di soya (Soyade), anche di capra va bene se è tipo greco.
2 cucchiai di semi di chia a bagno in 8 cucchiai di acqua
la buccia grattuggiata di un limone

1 cucchiaio di bacche di goji per decorare ( la combinazione di bacche di goji ricche di vitamina C e di fave di cacao crude, ricche di ferro aumenta l’assorbimento del ferro grazie alla vitamina C, infatti uso questa combinazione o simili, sul porridge, in merende e colazioni)

Potete aggiungere all’impasto un uovo se volete, con un paio di cucchiai di farina se necessario. Se lo fate vale la pena montare il bianco a neve ed incorporarlo con delicatezza solo alla fine.

Procedimento per le tortine

Tagliate la zucca a quadrotti di circa 2 cm, mettetela in una teglia. Ungetela con olio di oliva o di cocco, spolveratela di sale e poca cannella e massaggiatela. Cuocete a 180º per circa 35- 45 minuti, fino a che non è morbida e un po’ arrostita sulla superfice. Passate al frullatore e lasciate raffreddare completamente.

Mescolate tutti gli ingredienti umidi e i semi di chia, separatamente dagli ingredienti asciutti, poi incorporateli assieme mescolando delicatamente e il meno possibile. Il composto che ne esce deve essere molto morbido. (Se usate un uovo vale la pena montare il bianco prima di incorporarlo con molta delicatezza).

Infornate per 30 minuti circa a 180º. Togliete dal forno. Dopo una decina di minuti levateli dalle forme e fateli raffreddare completamente.

Insieme ai bambini decorate le tortine, semplicemente mettendo più yogurt di cocco che si può sopra i muffin, mentre per le ciambelle basterà far colare sopra un poco di yogurt di soya, dolcificato con miele o malto. Mettete subito tutto al fresco (in balcone o in frigo per pochi minuti) per essere certi che si solidifichi bene. Decorate con fave di cacao e frutta. Gnam!

*Per la crema di yogurt di cocco:
2-3 lattine di latte di cocco (raddoppiate se volete mettere lo yogurt di cocco anche nell’impasto) – devono essere refrigerate per separare la crema dall’acqua di cocco.
1 vasetto piccolo di yogurt di soya bianco (soyade è quello che preferisco) non dolcificato
miele cristallizzato o zucchero di cocco (opzionale)

Procedimento per lo yogurt:
In un vasetto sterile, con un cucchiaio pulito, mettete la crema del latte di cocco, che sara’ salita in superfice nelle lattine separandosi dall’acqua. Aggiungete lo yogurt di soya e mescolate. Fate attenzione a non immergere nello yogurt un cucchiaioni leccato, perché i batteri della saliva impediscono la fermentazione. Lasciate coperto con una mussola in un posto tiepido per 24-36 ore (o più).
Quando lo yogurt è acido a sufficienza per il vostro palato è pronto! Se necessario dolcificate con un paio di cucchiai di miele solido (quello cristallizzato chiaro) o altro dolcificante, facendo attenzione a non rendere la crema troppo liquida.

NB: Se nalla fase della fermentazione lo yogurt assumesse colori diversi dal bianco naturale, dovrete buttarlo e ritentare. 

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Coconut yogurt, pumpkin and cocoa nibs cakes

Pumpkin, coconout yogurt and cocoa nibs, super soft, mini cakes. Perfect for children and grown ups too!

Ingredients for the mini cakes

1+1/2 cups whole spelt flour
1+1/2 cups white spelt or other white flour
1 Tbsp cinnamom
1 vanilla pod scraped
1 Tbsp organic baking powder
1/4 unrefined sea salt
1 Tbsp cocoa nibs (opzionale), and one tsp for decoration.
1 ½ roasted pumpkin made in a puree
1 cup rice syrup (do not use malt for baking)
3 Tbsp of coconut sugar
7 cucchiai di olio di oliva
1  a large banana very ripe
1 tsp apple cider
70 gr of firm yogur, cocomut or soya (Soyade), or sheep if you like.
2 Tbsp chia seeds  in 8 tbsp of water
1 lemon zest
Some goji berries for decoration (the combination o goji rich in vit C and raw cocoa nibs rich in iron, make the most of the two as they help each other absorbtion)

You can add one egg if you like, along with a couple of spoons of flour if it is needed

Method for the mini cakes

Clean and dice the pumpkin and roast for 45 min circa. Let it cool down (make a lot so some can go with your dinner and some in the cake the next day).

Mix together all the dry ingredients and do the same with the wet ingredients.

Then combine well the two of them, be gentle and work it as less as possible.

If you wish to use one egg it worth to wisk the white until firm and fluffy and add it to the mixture at the end, very carefully.

Place in the oven for 30 min circa at 180º.

Let them cool down completely.

Ingredient and method for the cream

1 big pot of white coconut yogurt straight from the fridge
3 spoons or more of set honey or a bit of lucuma powder for vegans

Simply combine the 2 and let the cream rest in the fridge for few minutes.

To assemble (simple job to do with kids)

Simply scoop some of the yogurt on the cakes, you can also pour some plain soya or sheep yogurt on the other cakes to make them different (see the photos). Leave in the fridge few minutes just to be sure all set. Ready to be devoured!
Decorate with cocoa nibs and goji.

 

 

Cavoli a Merenda – Natale si avvicina, cioccolatini in 3 minuti con 3 ingredienti

Cioccolatini in 3 minuti romeo e julienne
Photography: Silvia Bifaro

Come ogni mamma che si rispetti ho attraversato, e attraverso, momenti di multitasking estremo. Arrivano come l’influenza, quando meno te lo aspetti, e quando se ne vanno ti rendi conto quanto è piacevole respirare senza naso chiuso.

Chi non fa due cose per volta di tanto in tanto? Quando sei genitore, fare due o più cose contemporaneamente è la normalita’. Hai due mani e le usi. Cucini con il tuo bebè in braccio, mangi mentre imbocchi, cammini con un bimbo nel marsupio e uno nel passeggino, mentre porti la spesa a casa e al telefono prenoti una sessione alla Forest School.
Ma arriva il momento in cui pensi che puoi fare di più, e una delle stagioni migliori è il Natale. Quando le pubblicità di famiglie impeccabili riunite attorno a tavole ricolme di ogni bene ti tartassano anche se non hai la TV.

E così si innesca la miccia del multitasking, mentre già gestisci i tuoi figli ed il lavoro ecco che cominci a immaginarti una tavola imbandita da una selezione di dolci (healthy) favolosi, e un menù da fare invidia alla casa di marzapane della strega di Hansel e Gretel – certo, perché nel menù è prevista anche la costruzione della casetta di biscotto da mangiare il giorno di Natale. Tutto rigorosamente fatto in casa.

Vi capisco, l’ho fatto. La notte del 23 stendevo ravioli con mia figlia che dormiva in cucina nella sdraietta e avevo nel forno la suddetta casetta. La bella notizia è che in questo ultimo anno ho imparato una quantità di ricette molto facili e veloci ed altrettanto sane e belle da vedere.
Così, dato che il tempo stringe, ecco una ricetta che le ha proprio tutte!

Golosa, sana, facile e veloce, è ricca di proteine e ferro: non male per un dolce natalizio!Vi servono solo 3 ingredienti e un frullatore.

cioccolatini in 3 minuti romeo e julienne
Photography: Silvia Bifaro

INGREDIENTI

Per 20 o più palline

1 tazza di semi di girasole
1 tazza di datteri Majhool
2/3 di tazza di cacao crudo
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Frullate i semi con un pizzico di sale, aggiungete i datteri ed il cacao fino e continuate a frullare fino a che l’impasto non risulterà appiccicoso, circa 3 minuti.

Prendendo poco impasto per volta create nel palmo della mano palline di circa due centimetri e mezzo di diametro. Potete poi passare le palline nella farina di cocco, nel cacao, nella buccia di arancia grattuggiata. O aggiungere all’impasto menta, lavanda… sbizzaritevi!

Se l’impasto risultasse sabbioso e non appiccicoso probabilmente avete usato dei datteri secchi: aggiungete un cucchiaio di sciroppo di riso o miele e avrete risolto il problema. Potete aggiungerlo comunque se volete un risultato più dolce.

{A proposito di multitasking e time management vi segnalo questo libro intelligente, dedicato ai piu’ piccoli: “The seven habits of happy kids“, di Sean Covey. Ditemi cosa ne pensate e Buon Natale!}

cioccolatini in 3 minuti romeo e julienne
Photography: Silvia Bifaro

 

3 Minutes, 3 ingredients chocolate balls

Simple, yummy and fast: 3 ingredients in 3 minutes, high proteins, chocolate balls. Healthy chocolate treats for Christmas.

Ingredients

20 or more balls

1 cup sunflower seeds

1 cup Majhool dates

2/3 cup raw cocoa powder

Method

In a food processor mill the seeds and then add the dates and the cocoa. Keep pulse until well combined and sticky.

Roll into balls roughly 2,5 cm diameter. You can roll cover the balls in coconut, cocoa, orange rid, mint leaves, lavender…go wild!

{ if the mixture looks sandy rather than sticky, then probably the dates where too dry. Simply add a table spoon of rice syrup or honey. You can always add some sweetener if you like to}