Soup for Syria di Barbara Abdeni Massaad

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Non molto tempo fa invitai a pranzo un mio amico. Volevo che si sentisse a casa e che quello fosse un buon momento per entrambi. Pensai di preparare una vellutata, che insieme alle zuppe in genere rappresenta per me il calore e il conforto del mangiare insieme e farsi compagnia con poco. Quando seppe che si trattava di ceci e patate americane, mi disse che le patate americane gliele preparava sempre sua nonna e che, da quando lei non c’era più, nessuno gliele aveva più preparate.
Non dissi nulla e pure lui cambiò discorso, ma dentro mi sentii felice.

Ci sono cibi che nella loro umiltà sembrano essere nati non solo per nutrire, ma anche per farci sentire bene dentro. Penso che sia stato anche il motivo per cui Barbara Abdeni Massaad abbia deciso di creare proprio questo libro.
Cominciò ad andare al campo dei profughi siriani alla periferia di Beirut, la sua città. I giornali parlavano di bambini che morivano per il freddo in quell’inverno rigido e lei andò con la sua macchina fotografica per documentare la vita nel campo. Ma per riprendere e raccontare l’intimità di donne, uomini e bambini abbiamo bisogno di creare un legame con loro e siccome quelle persone avevano oltre che freddo anche fame, Barbara cominciò a cucinare per loro. 

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Da quelle amicizie, dalle foto e dal cibo condiviso nacque un libro. Barbara chiese aiuto, riuscendo a mettere insieme una squadra di ottanta chef e food writer (tra cui Anthony Bourdain, Yotam Ottolenghi, Alice Waters) che con il loro contributo hanno dato vita a Soup for Syria.
Un libro proprio di zuppe e vellutate, perché questo è un cibo che non solo è capace di alimentarci, ma ci nutre e ci cura. Barbara cercò aiuti per la pubblicazione e le poche copie che vennero stampate furono subito vendute tutte. Il cibo e gli scatti erano un ottimo motivo per comprarlo e tutto il denaro che entrava andava a finanziare gli aiuti al campo. Da lì Barbara riuscì ad ottenere con un crowdfunding altro denaro per stampare ancora e ancora tutte le copie furono esaurite e altro denaro entrò per sostenere i profughi siriani del campo di Beirut.
Ora il libro è stato acquistato da diverse case editrici di molti paesi e in Italia è presente da maggio dello scorso anno.

Carlo Petrini, nella prefazione all’edizione italiana, scrive:
“Attraverso il cibo parliamo di noi, della nostra idea del mondo, delle nostre radici e del nostro futuro. Questo lavoro encomiabile, attraverso ciò che mangiamo, e la semplicità di una zuppa, ci parla di ciò che significa essere fratelli, figli della stessa Terra Madre, talvolta nutrice e talvolta martoriata e resa ostile dalle nostre piccolezze umane. Ci ricorda che condividiamo un unico destino, in cui la felicità è tale solo se condivisa”.

In Italia Soup for Syria è pubblicato dalla EDT e il ricavato va per intero all’UNHCR (Alto Commissariato ONU per i Rifugiati).

Recensione a cura di Valentina Masocco –  scrittrice e cuoca nella sua Piccola Locanda Bianca

Barbara Abdeni Massaad
Soup for Syria
EDT, 2016
Paperback, 208 pagine

One thought on “Soup for Syria di Barbara Abdeni Massaad

  1. Davvero felice per questa condivisione. Spero che il libro di Barbara Abdeni Maassad continui a vendere ancora moltissime copie e sostenere così tutti i siriani che, costretti ad abbandonare la loro terra, arrivano lì per salvarsi (in Libano attualmente vivono oltre un milione e mezzo di rifugiati siriani, ovvero il 50% della popolazione di tutto il paese).

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