Se Milano avesse il mare – Mini guida ai ristoranti e bistrot pugliesi a Milano

In principio furono le trattorie con le tovaglie a quadri e le foto dei trulli, che ammiccavano a un turista tutto spiagge e caciocavallo, ma soprattutto facevano leva sulla saudade degli expat, coloro che – magari da un paio di generazioni – avevano lasciato la Puglia per trasferirsi obtorto collo nella città meneghina. “Milanesi del tacco”, rassegnati a condividere la vita agra con la scighera dell’inverno e l’afa dell’estate, consolati da un piatto di orecchiette e da una treccia di mozzarella vera, arrivata direttamente “da giù” tramite le vie dei ristoratori – che come si sa sono infinite.

Poi arrivò la colonizzazione del Salento: quasi un flusso migratorio di segno inverso, concentrato però nei mesi estivi. I milanesi, al ritmo della taranta, scoprivano ciceri e tria, fave e cicoria, pasticciotti e rustici; le tovaglie di lino ricamate, i pomodori appesi per tutto l’inverno, i piatti con il galletto. E, man mano che si tornava a Milano, al lavoro, alla vita frenetica di sempre, nasceva il desiderio di portare con sé non tanto un souvenir, quanto un po’ di quel calore, di quella luce, e di quei sapori pieni, veri.

Così è nata una nuova generazione di locali in cui ritrovare quei piatti, nei quali anche il più incorruttibile dei milanesi poteva aver lasciato un pezzo di cuore, tra arredi di design e pezzi di alto artigianato locale. Noi ne abbiamo selezionati 5 tra i nostri preferiti, per quando abbiamo più che mai bisogno di una Puglia therapy d’urto.

photocredits: ADN Kronos

Pescaria – Pescatori in Cucina
“Un modo tutto nuovo di gustare buon pesce, crudo e fritto”: questa è la promessa che campeggia in home page, e che aleggia tra i banconi e le tavolate comuni che contraddistinguono il locale milanese, tutto sviluppato in lunghezza. È un cult d’importazione, il fratello emigrante del più famoso ristoro di Polignano a Mare, diventato una tappa obbligata per tutti i foodie vacanzieri. Le malelingue che avrebbero scommesso su una carta con prezzi gonfiati a dismisura per il mercato milanese sono rimaste deluse: a fronte di una qualità ottima dei prodotti, i costi sono piuttosto contenuti e non troppo dissimili dall’originale. Rimangono invece immutati i classici piatti che hanno costruito la fama di Pescaria: insieme a crudité (da non perdere i gamberi viola), tartare e fritture, ci sono i celeberrimi panini. Consigliatissimo quello con polpo fritto, accompagnato da cicoria, mosto cotto di fichi, olio alle alici.
Pescaria | Via Bonnet 5 (M5, M2 Garibaldi)

Photocredits: Puglia Bakery&Bistrot

Puglia Bakery & Bistrot – traditional genuine tastes from Puglia
Il “lato B” della Puglia si trova a due passi dai grattacieli della Regione Lombardia, in una zona frequentata durante il giorno da impiegati e professionisti. La caratteristica di questo bel locale luminoso è che tutti i piatti a menu (pizze incluse) sono gluten free e handmade, rendendolo un locale assolutamente adatto a chi soffre di celiachia (con tanto di certificazione AiC).
L’idea di fondo è unire la tradizione delle nonne e mamme pugliesi (queste, praticamente) alla contemporaneità delle formule: ecco allora le Tapas di Puglia, i Crudi di Mare, primi, secondi e pizze che propongono un twist innovativo alle classiche ricette e agli ingredienti tutti di provenienza pugliese.
Puglia Bakery&Bistrot | Via Oldofredi 25 (M3 Sondrio, M2 Gioia)

Photocredits: I Salentini

I salentini – cucineria di mare e di campagna
Mare e campagna delle terre del Salento sono i protagonisti della cucina de I Salentini, uno dei primi locali della new wave pugliese a Milano, attivo in via Solferino dal 2013. Antonio Ingrosso, proprietario insieme a Francesca Micoccio, partiva già dall’esperienza di due rinomati ristoranti in Salento, a Sannicola, provincia di Lecce. A Milano non esisteva nessun altro locale che esprimesse a fondo questo concetto di “salentinità”, dove ogni sapore, ogni profumo, ogni oggetto, trasmette il calore e la tradizione di questa terra.
Grande attenzione è dedicata alle materie prime – dalle verdure selvatiche al pesce di Gallipoli, dall’olio extra vergine d’oliva ai gamberi viola di Gallipoli, ai presidi Slow Food del territorio – e agli arredi, interamente realizzati da artigiani e designer salentini. Il menù è fedele alla cucina salentina tradizionale, rispettando le ricette di una volta, le stesse delle antiche famiglie di pescatori: qui ho assaggiato per la prima volta le “paparine”, piante spontanee del papavero, e ne sono rimasta folgorata!
I Salentini | Via Solferino 44 (M2 Moscova)

Photocredits: Puglia in Brera

Puglia in Brera – osteria tradizionale
Dalla stessa proprietà de I Salentini è nato, da pochi mesi, Puglia in Brera: i piatti si rifanno alle ricette tradizionali dell’intera Puglia e non solo della penisola salentina, mentre rimane invariata l’attenzione alle materie prime da piccoli fornitori artigianali. Anche qui l’arredamento è curato nei minimi dettagli da designer, architetti e artigiani pugliesi, con uno stile semplice, ma prezioso e ricercato: ogni visita non è semplicemente un pranzo o una cena, ma si trasforma in una full immersion in un mondo meraviglioso che racchiude arte, storia, un vitale patrimonio culturale e un ricco valore enogastronomico.
Se ci andate, provate le “Parmigiana alla poverella”, dove la melanzana è fritta senza uovo e viene servita con pomodoro, parmigiano e tanto basilico, come da ricetta della tradizione leccese. Mi ringrazierete!
Puglia in Brera | Via San Carpoforo 6 (M2 Lanza, M3 Montenapoleone)

Photocredits: Santu Paulu Salento Bar

Santu Paulu – Salento Bar
Voglia improvvisa di un pasticciotto e di caffè (Quarta) in ghiaccio? Niente panico, nel cuore di Brera c’è il posto giusto dove placare la vostra crisi d’astinenza di Puglia. Santu Paulu offre ai buongustai una molteplicità di proposte di “cucina veloce” salentina, da assaggiare nel locale o da asporto: la mattina si può fare colazione con un delizioso pasticciotto – anche in versione mini – e una tazza di caffè Quarta, la miscela che da sessant’anni accompagna la storia del Salento. In pausa pranzo si può scegliere tra rustici, frise, e qualche piatto di cucina. E dopo l’ufficio, l’happy hour si riscopre aperitivo, con vini e prodotti tipici del Salento, e magari una performance improvvisata di musica tradizionale.
SANTU PAULU Salento Bar | Via Delio Tessa 2 (M2 Lanza)

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