Il pane di segale di Emily Dickinson

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Photo: Alessandra Spairani Photography

Il 15 maggio 1886, a soli 56 anni, Emily Dickinson muore. Muore una donna, ma per il resto del mondo nasce una poetessa.

Sua sorella Lavinia ha finalmente accesso a quella stanzetta al primo piano della casa paterna in cui Emily aveva scelto di passare gli ultimi anni, uscendo molto di rado e non permettendo a nessuno di entrare. “Vinnie” vuole aprire le finestre, risistemare l’armadio, quando si imbatte in un baule chiuso a chiave, nascosto sotto il letto. Con curiosità e timore lo apre piano: dentro scopre 1775 poesie, redatte con scrittura minuta e regolare su piccoli quaderni ordinati, cuciti a mano dalla stessa Emily.

Lavinia darà alle stampe quel tesoro e nascerà cosí Emily Dickinson, la poetessa Emily Dickinson.

Che Emily scrivesse era cosa risaputa in famiglia: da ragazza aveva anche mandato una dozzina di poesie ad alcuni editori e 7 di queste erano anche state pubblicate su una rivista; gli amici ricevevano spesso qualche verso insieme alle sue lettere, ma nulla più. Nessuno immaginava che dietro quella porta sempre chiusa vivesse una delle più grandi poetesse di tutti i tempi.

Di sicuro, nell’Amherst dei suoi giorni, Emily era più famosa per le sue pagnotte e per i suoi gingerbread che non per le sue poesie. Con una delle sue creazioni culinarie aveva addirittura vinto un premio in una competizione cittadina: l’Amherst Cattle Show del 1856 vede, infatti, una Emily appena ventiseienne vincere il secondo posto con un Loaf alla segale di cui si parlò per giorni in città. E poco importa che anche Vinnie fosse tra i giudici…

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Scorrendo l’epistolario della poetessa ho trovato una traccia emozionante.
È il 25 settembre del 1845, Emily ha 15 anni e, scrivendo a sua cugina, dice:

“Imparerò a fare il pane domani. Così, immaginami pure con le maniche rimboccate mentre mescolo Farina, Latte, Lievito ecc. con un tocco di grazia. Se non sai come fare il bastone della vita, ti raccomando di imparare in fretta”.

Siamo, quindi, alla vigilia di un avvenimento importante: il giorno dopo, Emily avrebbe imparato a fare il pane,the staff of life”, quel bastone della vita da cui non si separerà più.

Mettere le mani nella farina, mescolare gli ingredienti, lasciare che lievitino e crescano, inventando ogni volta un mondo nuovo, dal risultato imprevedibile prima che gli elementi si mescolino e la magia si compia. Mettere, ogni volta, al mondo un mondo: proprio come quello che Emily faceva con immagini, versi, parole nel segreto della sua stanza.

Impasta il pane in cucina… e intesse raggi di sole nella sua poesiascrive di lei un’amica nel 1858.

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La pagnotta di segale di Emily Dickinson

La pagnotta alla segale con cui conquistò i giudici del Cattle Show era, in realtà, un Indian Rye Bread, ovvero un pane misto di segale e maisIndian, appunto, ovvero il grano degli Indiani d’America – , due cereali di cui abbondavano le terre del New England e, pertanto, molto più economici del grano.
Questo tipo di pagnotta è, infatti, tipica dei coloni americani, che erano soliti mescolare la segale con della farina di mais tritata grossolanamente (cornmeal). Il risultato era una forma di pane denso e fragrante, più o meno dolce a seconda della percentuale di mais utilizzato (poteva essere 1:1, 1:2 o 1:3), di solito squared (in cassetta) se con più segale o round (rotondo) se con una percentuale maggiore di mais.
Un pane da dispensa, la cui crosta dura lo rendeva adatto alla conservazione, ad essere inzuppato nelle bollenti soups serali dei freddi inverni del Massachussets o nel té per le colazioni mattutine.
I cookbooks vittoriani suggeriscono spesso anche l’uso del latte al posto dell’acqua, nel tentativo di ottenere un impasto più morbido e con qualche caloria in più.

Ingredienti

200 g di farina di mais fioretto
400 g macinato di segale integrale
10 g di lievito di birra fresco
420 g di acqua (o metà acqua e metà latte)
4 g di sale

Procedimento

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida (26° circa). Aggiungere le farine e mescolare velocemente, fino a pulire i bordi della ciotola e a formare un impasto grossolano. Lasciar riposare per 10/15 minuti circa.

Aggiungere il sale e impastare energicamente su una spianatoia leggermente infarinata. Battere l’impasto fino a che diventi omogeneo. Pirlare, formare una palla e metterla a riposare in una ciotola rivestita con un canovaccio infarinato. Coprire la pagnotta con il canovaccio.

Dopo 1/2 ora rovesciare nuovamente l’impasto sulla spianatoia infarinata e dare un giro di pieghe a libro. Rimettere l’impasto a riposare come in precedenza.

Dopo un’altra 1/2 ora, dare all’impasto la forma desiderata, posizionandolo sulla placca da forno oppure in uno stampo da plumcake, e lasciarlo lievitare per un’altra ora.

Preriscaldare il forno a 230°. Prima di infornare, incidere con una lama affilata la superficie del pane formando una croce o un quadrato. Cuocere per circa 40′ o finché il fondo suona sordo.

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