Maya Angelou, e i Cantucci dell’amor proprio

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photo: Giuisnotanartist

Ho sempre odiato San Valentino.
Il trionfo del consumismo, il capitalismo che si appropria di ciò che abbiamo di più sacro, la poesia svenduta, buona solo a incartare cioccolatini, dicevo, negli anni del liceo, piena di piercing, anfibi e capelli di mille colori.
Da qualche anno, sebbene io non ne sia una grande fan, ho scoperto che, forse, può essere solo un modo per parlare d’amore. Per fermarci e pensare allo stato del nostro amore, alla qualità della nostra relazione, o a quanto amore – o non amore – mettiamo nel rapporto con noi stessi.
A quanto coraggio – come dice una delle poetesse che più amo, Maya Angelouci vuole per credere nell’amore, e fidarsi di lui, una volta ancora. 

Credere nell’amore ancora una volta, anche e soprattutto verso di sé, spesso, paradossalmente, è quello che ci viene più difficile.
È sempre Maya Angelou a ricordarci e ricordare a se stessa in primis: “Devo prendere l’impegno di amare me stessa e rispettare me stessa come se la mia vita dipendesse dall’amore e dal rispetto che ho di me”.

A proposito: trovate qui la ricetta di questi  “Cantucci dell’amor proprio” con cui abbiamo partecipato a Ispirazioni di stagione, il fantastico progetto culinario dell’aedo contemporaneo e maestra della luce Giuisnotanartist, .

Siamo ancora nella stagione perfetta per gli ingredienti di questi biscotti e per accendere il forno, di sera, a notte inoltrata, magari proprio dopo una giornata in cui tutto è andato storto. Fatevi una coccola notturna. E, come come direbbe la mia amica Giui, amatevi più forte proprio quando pensate di non meritarlo. 

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photo: Giuisnotanartist

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