L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender

linconfondibile-tristezza-della-torta-al-limone romeo e julienneDiceva Salinger che «quelli che ti lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere, vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira». Nel caso di noi foodie, magari, anche uscirci a cena.

Ho avuto la fortuna di cenare con Aimee Bender al Festivaletteratura di Mantova un paio d’anni fa.
Mentre le traducevano il menù, continuavo a domandarmi in silenzio: glielo chiedo o non glielo chiedo? Poi, prima di arrivare all’ultimo petalo della margherita, guardandola gioire al primo morso dei suoi “pumpkin tortelli with almonds”, non ho resistito e le ho chiesto: “Aimee, ma anche tu fai come Rose?”.
Ha sgranato gli occhi e sorridendomi mi ha detto: “No, I just eat! Why?
“Perché, dopo aver finito il tuo libro, ci ho messo settimane a smettere di chiedermi cosa provasse, come stesse e chi fosse il cuoco che aveva preparato quello che avevo nel piatto…

Rose, la protagonista de L’inconfondibile tristezza della torta al limone, è una bambina di nove anni con un dono: percepisce i sentimenti di coloro che hanno preparato il cibo che mangia. La torta al limone della mamma – che dà il titolo al libro – non ha un brutto sapore, eppure… sa di vuoto, è inconfondibilmente triste, appunto. E così il cibo della mensa, il cui latte sa di stanchezza dei mungitori del Wisconsin, la gelatina d’uva di rancore e il pane di assenza.
Certo, questo non è l’unico motivo per cui val la pena di leggere questo romanzo: la Bender ha un modo di lasciar scivolare l’immaginazione nella realtà, il fantastico nella quotidianità, e di tratteggiare il personaggio di Rose che ha dell’incantevole.

Se anche voi non potete scindere il cibo dalle persone e dalle storie dietro quel cibo, se credete che impastare il pane con amore sia un ingrediente importante quanto farina, acqua e lievito buoni – e che i panini del supermercato sappiano di plastica anche perché prodotti da macchinari e operai annoiati – non ho dubbi: entrate in una libreria, prendete Rose per mano e lasciatevi trasportare.

Aimee Bender
L’inconfondibile tristezza della torta al limone
minimum fax
Paperback, 332 pagine

Questa review è anche su HonestCooking.it

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