La scrittrice cucinava qui di Stefania Aphel Barzini

barziniCi sono tanti libri che indagano il legame tra autori e cibo, scavando nelle opere letterarie alla ricerca di piatti, spunti, dettagli culinari, ma ce n’è uno che fa molto di più.
Stefania Aphel Barzini ha intrapreso il viaggio per cui vorrebbe partire chiunque, come noi, ami cucina e libri: si è infilata – metaforicamente e non – nelle cucine di dieci delle più famose signore della Letteratura – Virginia Woolf, Simone De Beauvoir, Elsa Morante, Karen Blixen, Agatha Christie, Grazia Deledda, Harriet Beecher Stowe, Gertrude Stein, Pamela L. Travers (ovvero, colei che ha regalato al mondo la mitica Mary Poppins!) e Colette – raccontandoci non solo i piatti “di carta”, che ritroviamo tra le pagine dei romanzi, ma quelli veri, i sapori che ciascuna di loro amava o odiava, le passioni culinarie e, più in generale, il rapporto con la cucina, il cibo, la vita.

Così scopriamo la passione di Elsa Morante per  ”le tre M: mare, Mozart e gelati al mandarino“; la guardiamo entrare nelle trattorie di pesce stringendo sottobraccio Alberto Moravia ed uscirne con pacchetti di carta stagnola per i mille gatti che li aspettano a casa; la seguiamo tra le pagine di Menzogna e sortilegio o de La Storia mentre partecipa alla fame dei suoi personaggi; ci sediamo con lei alle tavole delle trattorie romane dove “si mangia bene e si spende poco”, mentre di volta in volta pranza con Natalia Ginzburg, Pasolini, Bertolucci o Sandro Penna.

Andiamo in Africa da Karen Blixen, la seguiamo nella famosa cena con Arthur Miller e Marilyn Monroe – quando la diva racconta di aver provato ad accelerare la ricetta preferita di Arthur asciugando la pasta con il phon! – fino ad accompagnarla, attraverso prolungati digiuni e sofferenze, alla morte per anoressia (proprio lei, l’autrice de Il pranzo di Babette); a Parigi con Simone de Beauvoir nei bistrot di Saint-Germain-des-Prés e da Colette, la più goduriosa delle scrittrici esaminate, mentre scrive Claudine, beve “vino mullet alle 5 del pomeriggio” e mangia galettes au beurre, salsicce all’aglio, prosciutti, uova e la tarte au citrouilles et amandes.

Stefania Aphel Barzini ci fa entrare nelle case di queste grandi scrittrici, sbirciare tra “gusti, ricordi e ricette”, permettendoci anche di replicarne alcune seguendo le indicazioni del piccolo ricettario che chiude il libro.
Allora, avete scelto da chi andare a cena stasera? Da Colette per il suo famoso cassoulet o da Simone de Beauvoir per una fetta del suo Clafoutis di ciliegie? Dalla mamma di Mary Poppins per il suo gratin di spinaci e patate ”con un poco di zucchero” o da Agatha Christie per un’omelette… buona da morire?

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