La cucina dei mercati in Toscana di Giulia Scarpaleggia

cover Scarpaleggia Romeo e JulienneDa appassionata di cibo e di lettura, posso dire che raramente i libri di cucina sono anche libri belli da leggere. Scrivere di cibo è un’arte, e se, come scriveva Pellegrino Artusi, “purtroppo accade con certe ricette stampate, che non corrispondono quasi mai alla pratica”, è anche vero che non di sole ricette vive un libro di cucina: il racconto, le storie che ogni cibo porta con sé sono forse la ragione principale per collezionare un volume quando basterebbe digitare poche parole chiave su Google per mettere insieme una cena con gli ingredienti che si hanno in frigo.

Il nuovo libro di Giulia Scarpaleggia, che esce oggi in tutte le librerie, è un felice connubio di ricette e racconti scritti con passione, ed è imperdibile per chi, come noi, si appassiona alle storie del cibo.
Dentro c’è tutta la sua Toscana e un amore sconfinato per questa terra. Finalmente si dimenticano gli stereotipi da cartolina che piacciono tanto ai turisti stranieri che si riversano a frotte nel Chiantishire, per scoprire la vita vera che, come un po’ in tutta Italia, pullula nei mercati.

“La cucina dei mercati in Toscana” è un volume importante, strutturato come un viaggio attraverso le diverse zone della regione – e per una volta si riesce a far pace con i diversi campanilismi -, di mercato in mercato. Per ognuno di questi, racconti e ricette ispirate dagli ingredienti locali e stagionali, e le foto poetiche di Giulia e del suo compagno Tommaso.

“Quand’ero piccola, nonno Biagio lavorava in un ufficio che dava proprio sulla piazza del mercato: era un bugigattolo, c’entrava solo la sua scrivania, una sedia, uno scaffale e una seggiolina per me, quando andavo a trovarlo. In estate, nei giorni di mercato, la mattina il babbo ci portava a Colle andando a lavoro. Si arrivava presto, quando ancora stavano aprendo e sistemando i banchi. Io mi portavo i compiti delle vacanze e stavo buona buona lì, ma a metà mattina nonno chiudeva l’ufficio e mi portava a fare un giretto, tenendo stretta la mia manina nella sua. A volte mi portava a fare una seconda colazione al bar, a volte a comprare il pollo arrosto con le crocchette da portare a casa alla nonna per pranzo.”

Non sentite l’odore di quel pollo arrosto? Non vedete la luce di quella mattina? A me sembra di sentire anche quei rumori, e di rivedermi bambina.

 

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Giulia Scarpaleggia
La cucina dei mercati in Toscana
Guido Tommasi Editore, 2017
Hardcover, 365 pagine

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