Alice nella cucina delle meraviglie. Il risotto con funghi, mirtilli e tè nero del Brucaliffo

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Credits: Alessandra Spairani photography

Di Alice sappiamo che, oltre che estremamente curiosa, era un’incontenibile golosa.
Una foodie in piena regola: “Provava sempre un grande interesse per tutte le questioni del bere e del mangiare” dice di lei il narratore e, fin dalla prima scena, mentre precipita nella famosa tana del Bianconiglio, non sembra tanto preoccupata dallo strano capitombolo che sta facendo in un pozzo senza fondo, quanto delusa dal fatto che il barattolo di Orange Marmalade che ha afferrato cadendo sia, in realtà, vuoto.

E, se il pasto più famoso dell’intero romanzo è il celeberrimo Tea party del Cappellaio Matto, ci sono anche altri incontri che rivelano inaspettati risvolti culinari.

“Un lato ti farà crescere, e l’altro rimpicciolire”: chi non ricorda il Brucaliffo o Bruco (come nell’originale carrolliano, prima che Disney intervenisse sull’immaginario legato al romanzo)? Un bisbetico millepiedi blu che passa il tempo a fumare narghilè, comodamente adagiato su un fungo. Magico, ovviamente, perché siamo nel Paese delle Meraviglie!

Tralasciando le interpretazioni psichedeliche delle epoche successive (inevitabili per altro, tra narghilè e funghi magici…), per Carroll il Bruco è una sorta di guru, per quanto burbero, che a modo suo aiuta Alice a ritrovare la giusta dimensione. Oggi diremmo che l’aiuta a diventare se stessa: e sappiamo che, in fondo, Alice ci riuscirà.

Il fungo magico del Brucaliffo, infatti, offre ad Alice un vantaggio che non è da sottovalutare: quello di cambiare statura e dimensione a seconda del luogo visitato. Alice, messa di fronte al fatto che il cambiamento è naturale e giusto, impara che saper essere piccoli e grandi, adulti e bambini, è una capacità che le potrà servire anche fuori da questo mondo magico.

 

 

Come preparare allora questi funghi magici senza che ci appesantiscano troppo e ci permettano, all’occorrenza, di tornare piccini? Semplice: li mettiamo in un risotto da mantecare non con quintali di burro e un pesante brodo di carne, ma con olio extravergine d’oliva e del tè (di cui peraltro Alice era assai ghiotta!), in modo da restare leggeri e toccare il cielo con un dito insieme ad Alice.

 

Risotto con funghi, mirtilli e tè nero del Brucaliffo

Funghi e mirtilli, che ricordano la selva incantata del meriggio d’oro in cui l’intera storia prende vita, e inglesissimo black tea per un risotto i cui profumi sono lontani da quelli a cui siamo abituati.
Un piatto facilissimo da preparare, ma destinato a destare la “meraviglia” dei nostri commensali.

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Procedimento

Portate a bollore l’acqua e immergetevi le bustine di tè.
Tritate finemente lo scalogno e fatelo appassire in una pentola alta con un paio di cucchiai d’olio. Aggiungete metà dei mirtilli, poi i funghi spazzolati e ridotti a pezzi, e fate cuocere a fiamma alta per 3-4 minuti; unite il riso, fate tostare e infine sfumate con il vino bianco.
Trascorsi altri due minuti, abbassate la fiamma e coprite del tutto con l’infusione di tè. Lasciate cuocere per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto, e aggiungendo dell’altro tè se necessario.
Quando il riso sarà pronto e il tè si sarà sufficientemente ridotto, unite un pizzico di sale, il prezzemolo finemente tritato, i mirtilli messi da parte e l’olio restante. Spegnete del tutto e mantecate energicamente.
Lasciate riposare per qualche minuto, poi servite in tavola con una spolverata di pepe nero.

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