A proper tea. Il paradiso del tè esiste e si chiama Sri Lanka

Ceylon Tea Plantations

Under certain circumstances there are few hours in life more agreeable than the hour dedicated to the ceremony known as afternoon tea – Sir Henry James, The Portrait of a Lady

Nell’immaginario collettivo una tazza fumante è associata alla ritualità anglosassone, al freddo del Nord Europa, o al minimalismo zen giapponese. Ma quanti sanno che i tè più pregiati arrivano da un paradiso tropicale? Io stessa mi ero posta poche volte il problema, fino a che non sono arrivata nel Paradiso del tè, lo Sri Lanka: un gioiello della natura e di cultura millenaria, l’isola risplendente in mezzo all’Oceano indiano, l’antica Ceylon. Ceylon Tea Trails Attraversare la zona centrale e montuosa dell’isola, compresa tra Kandy e Nuwara Eliya, su un lentissimo treno locale, tra piantagioni e montagne svettanti, è poesia. Qui si producono alcune delle varietà di tè migliori al mondo, ed è per puro caso. Il governo coloniale inglese, infatti, aveva deciso che l’isola sarebbe diventata un polo di produzione del caffè. Vennero così piantumate centinaia di migliaia di piante della famiglia delle Coffea, ma qualche anno dopo un parassita ne causò lo sterminio. Sarebbe stata una catastrofe economica, se a un certo Sir James Taylor non fosse venuto in mente di sostituirle con la più robusta Camelia Synensis, la pianta del tè, una specie praticamente indistruttibile e sempreverde. Versatile e produttiva, perché da un’unica specie si ricavano tutti i tipi di tè che conosciamo: quello che cambia, infatti, non è la pianta d’origine ma la lavorazione, che a seconda dei processi dà origine a bevande diverse. Camelia synensis Per ottenere il tè nero, vera istituzione di Ceylon, le foglie vengono raccolte rigorosamente a mano, l’unico modo per rispettare la regola three leaves and a bud, tre foglie e un germoglio: solo le foglie più tenere, quelle sulla sommità del cespuglio, permettono di ottenere il tè più pregiato. I germogli, detti anche silver tips, vengono invece utilizzati esclusivamente per produrre il tè bianco. Three leaves and a bud Una volta raccolte, vengono arrotolate così che la parte superiore e inferiore della foglia entrino in contatto, dando avvio all’ossidazione (processo che non avviene, invece, nella lavorazione del tè verde). Durante la successiva fermentazione, controllando temperatura e umidità, il tè di sviluppa tutti i suoi aromi. Le foglie vengono infine essiccate, ed eventualmente aromatizzate. Altra variabile fondamentale nel definire il gusto del tè (più o meno tanninico) e la quantità di teina presente è l’altitudine: il tè della zona di Nuwara Eliya, per esempio, viene coltivato a oltre 2000 metri di altezza, è più delicato e meno “forte”, mentre quello coltivato più vicino alle coste risulta più amaro e più ricco di teina. Infine, per ottenere il meglio dal nostro tè, è fondamentale imparare a servire “a proper tea”: dimenticate le bustine! L’acqua va fatta scaldare senza arrivare ad ebollizione (idealmente intorno ai 90°), e versata direttamente sulle foglie in una tea pot: dopo 5 minuti il tè si può versare nelle tazze, filtrandolo con un colino. Insomma il tè è una cosa seria, e il tempo che gli dedichiamo è tempo per noi. Enjoy your tea! A proper tea

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