Ma ‘ndo vai, se l’Avocado non ce l’hai? I 5 migliori Avocado Toast di Milano

Come siamo diventati così ossessionati dall’avocado? Difficile dirlo. Sicuramente c’entrano Instagram, gli hipster, Gwyneth Paltrow e qualche chef compiacente: lo ha ben spiegato un articolo del Washington Post, aggiungendo che si tratta di un cibo semplice, buono ma al contempo piuttosto sano – a patto di scegliere un buon pane di qualità e frutti di provenienza certificata, come quelli di Sicilia Avocado, per esempio – e con le cromie giuste per essere fotografato. 

Per farlo in casa occorrono poco meno di 5 minuti, ma se siete pigri o siete in cerca di una colazione alternativa mentre siete in giro, o ancora di un pasto leggero per questi giorni di afa, ecco i 5 posti di Milano dove mangiare un Avocado Toast come si deve!

Photo Credits Instagram @paninidurini

Panini Durini | Il nazionalpopolare
Da sempre sostengo che il vero piatto tipico di Milano è il panino, ed è per questo che i concept incentrati sul pasto al volo per eccellenza sono così popolari in città. Panini Durini è nato nel 2011, e ha già conquistato i luoghi chiave del centro: ben tredici punti vendita dove trovare un ampio menu di panini, insalate e dolci, wi-fi gratuito e un ambiente gradevole (belli i tavoli in marmo, un po’ meno la musica ad alto volume). Ma non c’è solo il nazionalpopolare “pane e companatico”, perché la carta strizza volentieri l’occhio ai food trend globali. Dal Matcha Cappuccino al Golden Milk, fino ad arrivare all’Avocado Toast: semplice, enorme, rassicurante.
Panini Durini | Location varie

Photo Credits Instagram @amandatropp

Fancy Toast | L’hipster
Comunicazione ammiccante, décor decisamente hipster (con un pavimento altamente instagrammabile), e un’offerta che guarda Oltreoceano, precisamente a San Francisco e ai suoi open toast dolci e salati. Ovvero, “un toast composto solamente da una fetta di pane, che fa da base, rigorosamente alta “one inch”, poco più che due centimetri e mezzo, e assolutamente “stuffed”, strabordante di ingredienti coloratissimi e buoni!”, come si legge sul sito.
Oltre al basic, qui si può assaggiare anche l’Epic Avocado Toast: SUPERbread, avocado mash, avocado a fette, bacon croccante, mais, bacche di goji e dressing di senape. Per fare il pieno di superfood!
Fancy Toast | Via Volta 8 (MM Moscova)

Photo Credits Instagram @miemo_foodlovers

Macha Café | L’evergreen
Se siete patiti e patite di moda, non potete perdervi questo locale. E non solo perché pare che Chiara Ferragni sia un’habitué, o perché è tutto in tinta con il colore Pantone dell’anno, ma per assaggiare il piatto più trendy (a Milano e non solo) di questo momento: l’Avocado Burger, ovvero una deliziosa farcitura di salmone racchiusa tra due metà di avocado che fanno le veci del bun (il classico pane morbido da hamburger). Ma non divaghiamo: qui si può gustare anche un ottimo toast, plain oppure con aggiunta di uova, pomodori alle erbe, salmone, cetriolo e feta. Da accompagnare, rigorosamente, con un Macha Green Superboost (succo di mela verde, cetriolo, spinacino, con matcha e spirulina).
Macha Café | Viale Francesco Crispi 15 (MM Garibaldi)

Photo Credits Facebook Moleskine Café

Moleskine Café | L’artistico
Caffè filtrato, tanto design e ovviamente agende e accessori: il brand café di Moleskine è uno spazio arioso, pulito e ricco di ispirazione (e con un eccellente Wi-Fi). Gli ingredienti sono selezionati, il menu ha un’ispirazione vagamente nordica, il caffè e il cappuccino vengono serviti anche in taglia XL (che Dio li benedica). Veniteci a colazione o a pranzo, approfittate dei tavolini all’aperto e ordinate un delizioso One Page Toast con avocado, pomodori confit e uovo poché. Per chi, ogni tanto, ama sentirsi artista!
Moleskine Café | Corso Garibaldi 65 (MM Lanza/Moscova)

Photo Credits Instagram @mantrarawvegan

Mantra Raw | Il crudista
Di questo locale vegan crudista abbiamo già parlato nella nostra guida ai locali veg di Porta Venezia (la trovate qui). “Il ristorante che non cuoce niente” propone anche una sua versione raw del celebre Avocado Toast, con pane crudo ai semi misti, pachino affumicato, finocchio al limone, erbe e fiori. Abbinatelo ad uno dei loro celebri cold pressed juice, per esempio lo Zen Viola, con rapa rossa, mela, zenzero.
Mantra Raw | Via Panfilo Castaldi 21 (MM Porta Venezia/Repubblica)

 

Non dimenticate di raccontarci qual è il vostro preferito!

P.S. se volete sapere quali saranno i prossimi trend del cibo e non trovarvi impreparati sul vostro account Instagram, date un’occhiata qui 🙂

Dove finisce il food, e inizia il cibo: a Ferrara per scoprire tre storie di passione e amore per le cose buone

Ci sono lunedì di fine maggio che non andrebbero sprecati tra scadenze, mail che pretendono risposte ASAP e corse in metropolitana. Bisognerebbe riempirli del profumo dei tigli, con un vento tiepido che accarezza le guance e scompiglia i pensieri. Ancora meglio, mangiando cose buone.

Per riuscirci, occorre prendere le distanze: da Milano, qualche centinaio di chilometri più in là, dove la parola cibo ha ancora un significato (e non è solo la traduzione di food). A Ferrara, per esempio, un territorio ricco di giacimenti enogastronomici ancora da scoprire.

Era proprio questo lo scopo del press tour a cui ho partecipato lo scorso 29 maggio, alla scoperta della Macelleria Rizzieri, della Torrefazione Caffè Penazzi 1926 e di Rukét Chocolate: tre luoghi e tre storie uniti dalla passione per il cibo buono e di qualità.

Ammetto che la prima tappa – la Macelleria Rizzieri di Focomorto (FE) – mi preoccupava abbastanza: non mangio carne da 6 anni (con pochissime eccezioni, da contare sulle dita di una mano), e l’idea di girovagare tra filetti e arrosti non mi entusiasmava. Proprio per questo sono rimasta sorpresa e incantata dal racconto di Lorenzo, figlio del fondatore Maurizio, così pieno di competenza e interesse per il benessere degli animali.
Negli anni ’60, in pieno boom economico e con l’industria alimentare che scopriva polifosfati, nitriti e conservanti vari, Maurizio Rizzieri decide di andare controcorrente: una filosofia produttiva ormai diventata tradizione di famiglia, fatta di amore per il cibo di qualità, rispetto per la natura, attenzione al benessere e all’alimentazione dell’animale, assenza totale di conservanti chimici e glutine. Oggi Maurizio e Lorenzo si dedicano alla lavorazione delle carni con un approccio orientato alla sostenibilità: visitando le stalle personalmente, seguendo l’evoluzione e l’alimentazione di ogni singolo animale. Tutto questo è raccontato anche in un blog ed è supportato da iniziative come la “Giornata in stalla”, una gita presso i fornitori della macelleria aperta ad amici e clienti. Come non amarli, soprattutto dopo che mi hanno preparato un intero, pantagruelico, pranzo vegetariano?

Indispensabile, a quel punto, il caffè. E non uno qualunque: quello della Torrefazione Caffè Penazzi 1926 è davvero unico. Alberto Trabatti, torrefattore bolognese ma ferrarese d’adozione, ama definire il suo caffè “un prodotto artigianale non per tutti, ma solo per chi si apre alla vera conoscenza di questo prodotto. Il Caffè rende liberi e consapevoli!”. Nel suo laboratorio ai margini della città (un luogo altamente instagrammabile, tra caffettiere di ogni forma ed età, scatole di latta, fotografie e caccavelle varie), ci ha raccontato la passione e l’amore per il caffè che lo accompagnano sin da bambino. Fino a quando, nel 2004, ha aperto la sua Torrefazione Artlife Caffè, diventata poi Penazzi 1926 dopo aver per caso scoperto che proprio in quella stessa bottega in Piazza della Repubblica, a Ferrara, un tempo un certo Signor Arrigo Penazzi produceva… del caffè! Un’attività chiusa all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ma che ha ritrovato vita per pura casualità (o per un segno del destino) proprio grazie ad Alberto. Non è una storia magnifica?

Dulcis in fundo, è il caso di dirlo, la visita a Rukét Chocolate, la bottega bean to bar di Sant’Agostino (FE) dove Marco Gruppioni e Alessandro Cesari lavorano le fave di cacao e le trasformano in tavolette di cioccolato. Quello buono, artigianale, lavorato la cura di una volta con l’aiuto di moderne tecnologie. I due Mast Brothers emiliani partono dalla pura origine del gusto e selezionano le migliori materie prime, di cui vengono conservate tutte le proprietà e le qualità. Gli ingredienti sono solo 3: fave di cacao, burro di cacao, zucchero di canna. La gamma spazia dal Cioccolato al latte Repubblica Dominicana 55%, al Cioccolato Bianco con chicchi di caffè dell’Etiopia, al Cioccolato Fondente Tanzania Kokoa Kamili 72%, Haiti Pisa 75%, Honduras Mayan Red 72%, Nicaragua Nugu 70%. Ma la cosa che ho adorato è stata scoprire, sotto il packaging di design (con quel tocco hipster che però non stona), la forma delle tavolette: piccoli quadrati a forma di piramide, che si ispirano al celebre Palazzo dei Diamanti. Genius loci da mangiare!

Visto che valeva la pena lasciare qualche mail in sospeso? 😉

Indirizzi

F.lli Rizzieri 1969 
Via Ponte Ferriani 1,
44123 – Focomorto (FE)

Artlife Caffè Torrefazione Penazzi 1926:
Laboratorio e Spaccio aziendale:
Via G. Bongiovanni 32, 44122 – Ferrara
Punto Vendita – Bottega Storica:
Piazza della Repubblica 27/29, 44121 – Ferrara

Rukét Chocolate 
Via Statale, 120 – 44047 Sant’Agostino
Ferrara (FE)

Portugal for foodies: non solo baccalà! Cosa mangiare, e dove, a Lisbona e Porto

Noi che siamo nati al mare conosciamo la saudade ancora prima di poterle dare un nome. Fa parte del nostro patrimonio genetico fin dalla nascita, e la riconosciamo solo quando, camminando in una delle città di pianura che ci siamo scelti come casa, ci troviamo improvvisamente a cercare l’orizzonte. Ci assale allora la mancanza di un punto di fuga, a cui orientare la meridiana dei nostri sogni. Sentiamo l’esigenza di una luce diversa, quella che automaticamente si traduce in ritmi di vita più lenti, socialità più facile.

Lo ammetto: non mi sono ancora del tutto ripresa dalla saudade del mio ultimo viaggio, 10 giorni tra Lisbona e Porto, anche se è passato più di un mese. Chissà perché continuo a innamorarmi delle città portuali tutte salite e (poche) discese, con “quell’aria spessa, carica di sale, gonfia di odori”?
Non mi resta che consolarmi con un bicchierino di porto bianco, e lasciarvi la mia rassegna delle 5 esperienze foodie da non perdere tra le due “capitali” portoghesi: Lisbona, abbagliante, scanzonata e poetica; e Porto, laboriosa, tutta chiaroscuri, di una bellezza sensuale che si svela in pieno agli occhi più indulgenti.

1. Drink con vista: l’aperitivo al tramonto, su uno dei tanti miradouros di Lisbona

Una delle tante cose che amo nelle città in salita sono gli squarci improvvisi che si aprono, talvolta tra un palazzo e l’altro, a rivelare il panorama della città dall’alto. Lisbona è ricca di miradouros, terrazze panoramiche che interrompono il paesaggio urbano offrendo inaspettati punti di sosta. La città ai piedi, il Tejo scintillante, la baia che si apre lasciando presagire l’Oceano Atlantico: andarci al tramonto è la scelta migliore, magari concedendosi un passaggio in elevador, dopo una giornata di visite e camminate.
Il mio preferito è stato il Miradouro de São Pedro de Alcântara, un’elegante terrazza punteggiata di alberi frondosi e panchine, da cui si può ammirare una vista magnifica che spazia dal Castello di São Jorge, proprio di fronte, alla Baixa e ad Alfama con la Sé (la cattedrale fortezza), fino al fiume.

CONSIGLIO
Il chiosco che sorge a una delle estremità della piazza è attrezzatissimo con funghi riscaldanti e copertine, per far fronte al vento fresco che si alza di sera. Bevete un bicchiere di bianco alentejano, prima di proseguire la serata e immergervi nella movida del Chiado.

INDIRIZZO
Miradouro de São Pedro de Alcântara | Rua São Pedro de Alcântara, 1200-470, Lisboa

Photo Credits: José Avillez

2. Mini Bar Avillez a Lisbona

Ho scoperto il Minibar di José Avillez grazie al post di Mariachiara, che ha fatto da apripista alle mie esplorazioni portoghesi. E non posso che ringraziarla di avermi fatto scoprire questo locale a dir poco sorprendente, nel cuore della Baixa: qui la cucina è gioco e coup de théâtre, in un continuo rimando tra forma e sostanza. Nonostante il marchio dello chef pluristellato sia evidente (Avillez, ex allievo di Ferran Adrià, è lo chef più famoso del Portogallo,  nonché imprenditore di successo con una serie di fortunati marchi e ristoranti all’attivo), siamo in un ambiente informale. Qui si può venire per un aperitivo – per assaggiare gli ottimi cocktail e le mini porzioni del menu – oppure per una cena più sostanziosa.

CONSIGLIO
Se volete fare un viaggio nella cucina portoghese, tra sperimentazione e tradizione, non perdetevi il menu degustazione chiamato Epic Menu, da 11 portate più dessert, e fatevi consigliare uno o più cocktail da abbinare. Un’esperienza gastronomica che, da sola, vale il viaggio.

BONUS TIP
Viaggiate con dei bambini? Non fatevi intimidire. Qui il personale è gentilissimo e molto accogliente, e inoltre il locale è attrezzato anche per chi ha bambini molto piccoli. La nostra quasi duenne si è divertita moltissimo tra gli assaggi dal nostro menu e i pastelli colorati che le hanno portato. Ha persino conquistato il cuore cameriera che le ha portato una porzione extra di dolce!

INDIRIZZO
Mini Bar | Rua António Maria Cardoso 58, 1200-027 Lisboa

3. Pastéis de Nata, il dolce della felicità

Credo che, insieme alla focaccia genovese, i Pastéis de Nata siano il comfort food più buono del mondo. Questi cestini di sfoglia ripieni di crema pasticcera, cotti e serviti tiepidi con una spolverata di cannella, vi rimarranno nel cuore a lungo. A Lisbona potrete assaggiarli nelle molte pasticcerie della città – i dolci in Portogallo sono quasi una religione, e questo è un ottimo motivo per visitarlo – anche se i migliori rimangono sempre quelli della Antiga Confeitaria de Belém. È vero, il luogo è turistico (durante il weekend, arrivate la mattina presto per evitare le code chilometriche), essendo anche a due passi dal Mosteiro dos Jerónimos e dalla Torre di Belém, ma ha conservato intatto il suo fascino e soprattutto la ricetta dei suoi Pastéis.

CONSIGLIO
Sedetevi in una delle sale decorate di Azulejos e ordinate “uma bica” (la versione portoghese dell’espresso, per il quale si utilizzano miscele di ottima qualità) e almeno un paio di Pastéis de Nata. Se sarete bravi, riuscirete a non ordinarne una mezza dozzina da portar via nelle graziose confezioni di cartone.

BONUS TIP
Se la visita al quartiere di Belém non rientra nei vostri piani, o se volete evitare le folle di turisti, potete provare i dolcetti in centro. Tra i molti indirizzi, consiglio Manteigaria, minuscolo locale del Chiado specializzato solo in Pastéis de Nata, da mangiare in loco o take-away.

INDIRIZZI
Antiga Confeitaria de Belém | Rua Belém 84-92, 1300-085 Lisboa
Manteigaria | Rua do Loreto 2, 1200-108, Lisbona

4. Afurada, il borgo a due passi da Porto dove il tempo si è fermato

Porto è un laboratorio a cielo aperto, tra gentrification e rinascita, e saprà conquistarvi con il suo carattere industrioso, giovane, dinamico. La città è legata ovviamente al vino omonimo, ma non mancano le occasioni per gustare anche l’ottimo vinho verde o i rossi della regione: qui l’aperitivo, accompagnato da petiscos – piattini assimilabili alle tapas spagnole – non si può saltare. Provate, per esempio, a sedervi nei tavolini all’aperto della Mercearia das Flores, che nell’omonima via offre ottimi prodotti e vini biologici da tutto il Paese.
Ma se siete curiosi, e dotati di gambe allenate, spingetevi oltre il fiume, a Vila Nova de Gaia – dove si concentrano le cantine del porto, in cui è d’obbligo la degustazione – e proseguite verso la foce del fiume Douro. In una mezz’ora abbondante, lungo una strada pedonale e ciclabile molto piacevole, raggiungerete Afurada, villaggio di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato. Qui troverete signori con i baffi e donne robuste che trasportano sulla testa il cesto con i panni da lavare al pubblico lavatoio, pescatori intenti a riparare le reti, bambini che giocano in strada. Ma soprattutto sarete attirati dal profumo del pesce arrostito sulle griglie sistemate all’esterno delle taverne, come la Taberna do São Pedro, il cui menu si basa sul pescato del giorno, accompagnato da verdure fresche a volontà.

CONSIGLIO
Con il sole allo zenith è consigliabile rifugiarsi nella grande struttura alle spalle della taverna, dove potrete accomodarvi nei tavoli da sagra e attaccare bottone con i vostri vicini. Ascoltate i loro consigli e ordinate quello che vi suggeriscono, non ve ne pentirete!

INDIRIZZO
Taberna de São Pedro | R. Vasco da Gama 126, 4400 60, São Pedro da Afurada

Photo credits: Lisboa ConVida

5. Sardine in scatola, un prodotto d’eccellenza per picnic gustosi

L’industria conserviera portoghese è da sempre una delle più fiorenti del mondo, frutto di una lunga tradizione che risale al 1853, quando aprì la più antica azienda di questo tipo in Europa. Le conserve ittiche sono di tantissimi tipi e spesso di ottima qualità: sardine, è il caso di dirlo, in tutte le salse; e poi acciughe, sgombro, tonno, e persino polipo e seppie.
Oltre alle tradizionali rivendite, a Porto e Lisbona sono sorti negli ultimi anni numerosi negozi gourmet e ristoranti specializzati in eccellenti conserve di pesce. Insieme alla già citata Mercearia das Flores, a Porto, merita una visita anche la Conserveira de Lisboa, a due passi dall’affollata Praça do Comércio. Spesso le sardine in scatola hanno un packaging così bello e curato che è davvero difficile resistere alla tentazione di collezionarne una per tipo!

CONSIGLIO
Scegliete le vostre conserve – meglio se in olio extravergine d’oliva biologico – e tenetele da parte per un pasto sulla spiaggia, accompagnandole con pane fresco e una birra gelata.
Il mio picnic spot preferito è stata la Praia do Forno, a Vila do Conde, in un tratto di costa ancora intatto e non rovinato dal turismo di massa. Per arrivarci, prendete la linea B della metropolitana (direzione Póvoa de Varzim) dal centro di Porto. In 45 minuti arriverete nella cittadina medievale – punto di transito del Camino di Santiago – e una volta attraversato il centro storico, con il magnifico acquedotto romano, arriverete al litorale che conta 6km di sabbia fine e onde perfette per il surf.

INDIRIZZI
Conserveira de Lisboa | Rua dos Bacalhoeiros 34, 1100-016, Lisboa
Mercearia das Flores | R. das Flores 110, 4000 Porto