Alice nel paese delle meraviglie e nella cassetta della posta

Alice2

Nel 2015 ricorrono i 150 anni dalla pubblicazione di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, uno scrittore che noi amiamo moltissimo (qui il nostro Risotto del brucaliffo), e qui in Inghilterra sono già cominciati i festeggiamenti. La Royal Mail, la posta britannica, ha commissionato al pluripremiato illustratore Grahame Baker-Smith una serie di splendidi francobolli per celebrare l’occasione.

2015_Alice_Set


Inutile dire che i francobolli –
approvati, come da tradizione, nientepopodimenoche da Sua Maestà la Regina prima di essere messi in produzione –  stanno andando a ruba. Potete comprarne ancora qualche set qui, ma, se non siete fortunati, non preoccupatevi: potrete rifarvi ordinando qui il libro pop-up di prossima pubblicazione.
Un libro fatto per intero di figure, perché, come direbbe Alice, a che serve un libro, senza dialoghi né figure?”

D’ora in poi sarà ancor più emozionante aspettare una lettera o un pacco dall’Inghilterra, sperando che i postini della Royal Mail lascino i ritardi al Bianconiglio e alle poste italiane.

 

alice5
Royal-Mail-Alice-in-Wonderland-5

Royal-Mail-Alice-in-Wonderland-4
alice5

alice3

alice6
Royal-Mail-Alice-in-Wonderland

 

P.S. anche noi di Romeo e Julienne festeggeremo Alice, ovviamente a modo nostro: a tavola! La Cucina delle Meraviglie vi aspetta a Milano il 14 marzo alle 20.30, presso Impact Hub in via Paolo Sarpi 8. Vi aspettiamo! Cliccate sul bottone per maggiori informazioni e prenotazioni

Eventbrite - La Cucina delle Meraviglie - A cena con Alice by Romeo e Julienne

Carboidrati complessi e tavoli riservati. I food puns di Gemma Correll

reb_cor_bitter_coffee
Con carlini, gattini e dinosauri mangiahummus, l’illustratrice britannica Gemma Correll ha inondato le vostre borse, magliette, tazze e bacheche di Facebook.
Per caso, stamattina, in libreria, mi sono imbattuta in questo suo ultimo libro, ed è stato un colpo di fulmine.

gemmacorrell_1

It’s a Punderful life raccoglie i Monday puns (giochi di parole) che per un anno ha postato sul suo blog: ho trovato quelli a tema culinario semplicemente fantastici. Dopo ore (ore??? gulp!) passate compulsivamente tra Google e Pinterest, ho recuperato i miei preferiti in versione digitale per poterli condividere con voi.
Ve li posto qui, sperando di strapparvi un sorriso con cui cominciare la settimana, ché di lunedì serve sempre.

Ah, forse, per oggi, meglio evitare caffè amaro e carboidrati complessi, coccolando il nostro sweet tooth con tè e zuccheri raffinati. Scrollare per credere.

 

gemm_corr_carbs

 

REFINEDsugars

 


reb_corr_tables

 

gem_cor_cheddar  reb_cor_cured_meats    gem_cor_pain  gem_corr_tea

sweet_thoot gem_cor_gangsta_wrap

Which diet are you?


diet_are_you

Bigliettaio, benzinaio, calzolaio. Per quante di noi queste parole fanno rima con Gennaio?
Per pochissime, secondo me, perché, per quasi tutte, Gennaio rima solo con DIETA.

Cominciamo a gennaio e andiamo avanti a ricominciare ogni lunedì, ché si sa è sempre il giorno giusto per riprendersi dagli sgarri alcoolici e goduriosi del weekend.

Così, per 350 giorni all’anno.
Negli altri 15 siamo comunque a dieta, ma troppo felici o troppo a terra per dar retta anche ai sensi di colpa e ci gustiamo, finalmente, quella fettona di Double-Cream-and-Chocolate-Cake in santa pace.
Ogni anno cosí, da una vita e per tutta la vita, in una battaglia i-n-f-i-n-i-t-a con la bilancia.

Iscrizioni annuali in palestre che ci vedranno un paio di volte, inviti a cena con delitto (nel senso che, una volta a casa, ripensando a tutto quello che abbiamo mangiato, vorremmo solo ucciderci), minestronibruciagrassi, diete paleolitiche (!), soloproteine, soloananas, solosucchi: solo “sòle”, che alla lunga non mantengono mai quello che promettono.
Dopo i primi entusiasmi, infatti, la bilancia si ferma, la lancetta non scende più, rinunciare ai nostri biscotti preferiti sembra un sacrificio inutile, e torniamo alle vecchie abitudini, pronte a dirci che non siamo buone nemmeno a stare a dieta.

E se, invece, la nostra forza di volontà non c’entrasse proprio niente?
Se fosse tutta una questione di biochimica, psicologia e geni?

rightdietBBCNello stesso spazio televisivo che in Italia è occupato da Voyager (!), dal 1964 qui in UK va in onda Horizon, il programma di scienza della BBC.
Le ultime tre puntate sono state eccezionali: per la prima volta nella storia della tv, un programma ha messo a dieta una nazione, cercando di capire cause e soprattutto soluzioni al problema del sovrappeso.

Non aspettatevi casi umani, freaks obesi e extreme makeover alla Real Time. È la scienza (e la BBC), bellezza.
The right diet non è un reality ma un esperimento scientifico, con gente comune che, come tanti di noi, pur essendo a dieta da una vita, non riesce a dimagrire.

Per 3 mesi, i migliori scienziati di Oxford e Cambridge hanno seguito 75 “overeaters”, classificandoli in 3 grandi gruppi:

  • I Feasters, coloro che faticano a smettere di mangiare una volta cominciato
  • I Constant cravers, coloro che hanno continuamente fame e che potrebbero sgranocchiare cibo 24 ore su 24
  • Gli Emotional eaters, che si rivolgono al cibo per compensare disagi emotivi (rabbia, stress, ansia)

bbcdiet_2

Prima di capire come perdere peso, gli scienziati affermano, è necessario capire perché si è ingrassati. Dopo test e analisi di laboratorio è, infatti, stato chiaro che, pur con le differenze individuali, ci sono dei macro fattori che accomunano i gruppi nelle cause per cui si rivolgono al cibo:

  • ai Feaster manca l’ormone che trasmette al cervello il segnale della sazietà
  • i Constant cravers hanno degli “hungry genes“, dei geni affamati, che li spingono continuamente verso il cibo
  • per gli Emotional eaters il problema è più sottile: la parte più antica del loro cervello ha imparato a rivolgersi al cibo quando si sente minacciata, in pericolo, sotto stress o anche molto euforica

A domande chimiche diverse bisogna, quindi, dare risposte diverse e il team ha elaborato piani specifici per ognuno di loro:

Finalmente, insomma, anziché cercare la dieta per tutti che, sul lungo periodo, non fa dimagrire stabilmente nessuno, anche la scienza ci dice che dobbiamo cercare una dieta INDIVIDUALE, basata su di noi, sui nostri specifici bisogni.
Ognuno di noi è diverso: perché la dieta più adatta a noi non dovrebbe esserlo?

rightdiet
Guardando The right diet, ho imparato che prima di chiederci perché siamo ingrassate e non riusciamo a dimagrire, dobbiamo chiederci:

  • che tipo di fame ho?
  • perché non mi sento mai sazio?
  • sto mangiando il cibo che fa per me o, pur mangiando solo finocchi crudi, sto solo peggiorando la situazione?
  • posso mangiare cibi che tengono a bada gli ormoni che mi fanno aprire – continuamente – quella dispensa?
  • mi sto rivolgendo al cibo perché ho fame o perché “sento” molto altro?

Se volete una mano nel rispondere a queste domande, potete fare il test qui.
Scoprirete a quale gruppo appartenete, come alimentarvi e, soprattutto, come smettere di flagellarvi con diete che non fanno per voi.

God save the right diet. E la tv di qualità.

Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro

Ieri, per caso, gironzolando in rete, ho scoperto il KINTSUGI, la pratica giapponese di “riparare con l’oro“. E sono rimasta folgorata.

I giapponesi riempiono d’oro le crepe di una tazza rotta e riparata: le crepe che noi, maledicendoci, proveremmo a nascondere con dell’invisibile Attack, per far finta che quella tazza non ci sia mai scivolata di mano e che quelle imperfezioni non ci siano, vengono cosí rese ancora più evidenti e riempite della sostanza più preziosa al mondo.

Ho pensato che sarebbe bello se imparassimo a fare lo stesso anche con noi. A mettere ORO sulle nostre ferite, fino a far risplendere e scintillare quelle parti di noi che non ci piacciono, anzichè provare, con rabbia o vergogna, a seppellirle e nasconderle. Anche perché, il più delle volte, il tentativo é maldestro e le ferite restano lí, più forti di prima, a ricordarci quel dolore ogni volta che, casulamente, ci passiamo su una mano o un pensiero.

Cosí, ho pensato che il primo Coup de cœur di R&J dovesse essere tutto per loro.
D’oro e per loro. Per queste ferite che oggi si fanno sentire forti e che, qui, adesso, in questo strano non-luogo, privato e pubblico insieme, provo ad amare. A far risplendere e vestire a festa, per essere gentile con loro, per trattarle e trattarmi meglio di quanto io abbia fatto in passato.

So che non è un traguardo, ma l’ennesimo inizio di un nuovo viaggio. Perché, come cantava qualcuno “le parole che ti scrivo / le ho cercate senza nessuna fretta / perché l’argento sai si beve / ma l’oro si aspetta”.