Perché ho iniziato a ballare il boogie-woogie (e perché dovresti anche tu)

“In realtà il mio sogno è sempre stato quello di saper ballare bene.” (Nanni Moretti, Caro Diario)

Sono sempre stata scoordinata, o almeno così ho sempre pensato. Da piccola ho provato a praticare mille sport diversi: dalla ginnastica artistica (ma fare il ponte per me era una vera tortura, perché, a dispetto di quello che si crede sui bambini, non tutti sono flessibili e snodati!), al nuoto, al tennis. Che smisi in seconda media, dopo che un maestro chiese a mia madre di portarmi dall’oculista per controllare i miei problemi di vista (ci vedevo benissimo: solo che non riuscivo a intercettare manco per sbaglio le palline).

Forse i miei genitori avrebbero dovuto iscrivermi a un’attività di squadra? Chissà. Fatto sta che alle superiori, dove gli insegnanti di educazione fisica si semplificavano la vita (leggi: si assicuravano uno stipendio facile) facendoci pascolare sul campo di pallavolo, ogni settimana subivo l’umiliazione di essere scelta per ultima nella squadra della classe. A dire il vero non mi preoccupavo molto: al muro e alle schiacciate preferivo i libri e l’arte. Ad un certo punto io e una mia compagna di classe – impedita quanto me – avevamo escogitato uno stratagemma per evitare la selezione, nascondendoci dietro una colonna e passando le restanti due ore a chiacchierare. 

Fino all’età adulta ho sempre avuto questo rapporto conflittuale con le attività sportive – tranne lo sci, in quello sono sempre stata brava – ma allo stesso tempo ho sempre amato ballare. Mi sono sempre buttata in pista senza paura e, stendendo un velo pietoso sulle attività discotecare del sabato pomeriggio negli anni ’90, ho sempre adorato le feste e i luoghi dove potessi dimenarmi in qualche modo più o meno convincente.

A Bologna ho seguito un corso di danza afro, che poi ho proseguito i primi anni a Milano. Poi c’è stata la danza del ventre. E poi ho sposato un uomo che, al nostro primo appuntamento, ha esordito dicendo “sono il più grande ballerino del Triveneto” (in effetti, come non sposare un soggetto del genere). Al nostro matrimonio abbiamo scritturato una band che suona cover e pezzi propri ispirati al rock degli anni ’50 e ’60: mettici l’amore per i vestiti vintage, la fascinazione inevitabile per quegli anni (Mad Men, anyone?), mettici noi che abbiamo sempre improvvisato senza essere capaci di fare i passi giusti, mettici che viviamo a Milano dove c’è un corso quasi per qualunque cosa… ecco che inesorabile è arrivato il corso di Boogie-Woogie.

(questo è il boogie. Noi siamo un po’ meno bravi di così)

I balli swing sono principalmente tre, e derivano tutti dalla stessa matrice: Lindy Hop (anni 20/30), Boogie Woogie (anni 50/60) e Rockabilly Jive (nato negli anni 40 e evolutosi fino agli anni 70). Mi sono chiesta perché piacciono tanto da essere diventati una vera e propria mania, senza contare poi la quantità di festival e raduni: il più famoso, il Summer Jamboree di Senigallia, è ormai un appuntamento fondamentale dell’estate adriatica con un ritorno importantissimo per il territorio. Credo che i motivi siano soprattutto la musica, bella e allegra – non a tutti piace lo struggimento del tango – vestiti e pettinature stilose, e la socialità che inevitabilmente scaturisce da corsi e serate. Soprattutto, penso che ci affascini parecchio il mondo che questi balli evocano: un’epoca di divertimento sfrenato (ve lo ricordate Il Grande Gatsby?) per quello che riguarda il Lindy, e un momento di grandi speranze e possibilità pensando agli anni 50, al Boogie e alla nascita del rock’n’roll.

Ormai sono tre anni che balliamo Boogie, tolta la parentesi gravidanza. Siamo bravi? Un po’. Ci divertiamo, tantissimo. Senza contare che abbiamo una sera alla settimana solo per noi, senza pensieri legati alla bimba, alla casa, al lavoro. Facciamo una cenetta veloce in un posto sempre diverso – ed è anche un modo per provare locali nuovi – e poi svuotiamo la testa, muoviamo il corpo, facciamo circolare endorfine (che poi ci tengono svegli per altre due ore quando torniamo a casa, ma questa è un’altra storia). Conosciamo persone che amano il ballo, spesso giovanissime: loro fanno serata ogni weekend, noi ovviamente no, ma va bene così. Abbiamo scoperto una Milano swing che si ritrova in luoghi bellissimi, come lo Spirit de Milan e la Balera dell’Ortica, e che improvvisa maratone di ballo nei parchi e nelle piazze.
Viviamo la vita a passo di danza, 5-6-7-8, e lo facciamo insieme che è anche più bello.

Vuoi informazioni sui corsi e i locali dove cimentarti con i balli swing? Ecco qualche link utile:
Twist & Shout
Studio Larosa Dance
Rock’n’travel
Mad4Boogie

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