Il cioccolato crudo, che forse non esiste ma è così buono (e ci fa bene)

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Photo: gratisography.com

Se anche voi, come me, siete cresciute con lo spauracchio del cioccolato, tanto appagante e confortante, quanto foriero di adolescenziali disgrazie – “fa venire la cellulite, i brufoli e non da ultimo il culone” – ecco, avete un motivo in più per invidiare le nuove generazioni (intendo oltre al fatto che sono tutte magre, vestite bene, sanno mettersi l’eye-liner e, accidenti, sono giovani). Oggi il cioccolato è riconosciuto come superfood, quindi buono, bello e salutare.

Parliamo ovviamente di cioccolato raw, che all’ultimo Salon du Chocolat di Milano è stato, insieme al bean to bar, il leit motiv della manifestazione.
Mettiamo subito le cose in chiaro: il cioccolato crudo, così come definito dalla filosofia crudista, (cioccolato in cui non viene superata la temperatura di 42 gradi in tutta la filiera di approvvigionamento e in tutto il processo produttivo), non si può fare.
Ma se si considera l’obiettivo dell’approccio crudista, ovvero preservare al massimo i nutrienti e le proprietà funzionali delle materie prime utilizzate, ecco che è possibile ottenere un cioccolato lavorato il meno possibile, e che proprio per questo conserva ed espande le sue proprietà organolettiche e preserva tutte le proprietà nutrizionali. Fermentando ed essiccando le fave, e rispettando la catena di temperature naturali dei processi (la temperatura che si può sviluppare nella fermentazione può salire in maniera naturale un po’ sopra i 42 gradi) e tenendo tutte le altre fasi di lavorazione sotto quella temperatura. 

Durante l’evento milanese ho avuto l’occasione di fare due chiacchiere con i ragazzi di Vivoo, un’azienda italiana che da qualche tempo produce una serie di prodotti (barrette, tavolette, creme spalmabili) che avevo adocchiato nei supermercati bio (hanno un bellissimo packaging, e come un’ape con il miele non ho saputo resistere). Da poco, oltretutto, sono sbarcati anche nella GDO con maama, una linea pensata per il grande pubblico.

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Photo: Vivoo

Il cioccolato crudo di Vivoo è biologico e privo di zuccheri raffinati, e già questo basterebbe a farmelo amico. Ma c’è di più: per ottenere un cioccolato “buono, talmente buono da far bene a noi e al nostro pianeta”, le ottime materie prime di partenza vengono lavorate in modo da mantenere intatti gli antiossidanti – polifenoli, catechine ed epicatechine – presenti naturalmente nel cacao. Questo si ottiene evitando di tostare le fave di cacao ad alte temperature, ma semplicemente essiccandole al sole
Inoltre, l’eliminazione della fase di concaggio (ovvero la cottura a 60/80 gradi per 48 ore circa) permette di conservare i fitochimici come la teobromina e l’anandamide, che guarda caso sono le stesse molecole che il nostro cervello produce quando siamo felici o innamorati. Bello no? Pensate a cosa è successo al mio umore quando ho assaggiato la tavoletta fondente 100%!

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Come se non bastasse, gli amici di Vivoo hanno aggiunto ad alcuni dei loro prodotti – in alcune tavolette, tutte le barrette e bites Vivoo e Maama – una serie di superfood esotici e intriganti: baobab, spirulina, pinoli siberiani, reishi, acerola, açai, tutte quelle cosine che fanno bene, insomma, e che forse non vi cambieranno la vita ma sicuramente renderanno più accattivante la vostra pausa snack. E poi, vogliamo mettere la gioia di addentare una tavoletta di cioccolato pensando che ci spianerà le rughe? 😉