La dieta del Presidente

Si dice che siamo quello che mangiamo. E allora cosa mangia Trump per essere quello che è? Il Guardian ha provato a frugare nella dispensa della Casa Bianca. Con risultati sorprendenti.

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“Sei l’uomo più potente del mondo e stai per trasferirti nel palazzo più famoso al mondo, La Casa Bianca. Il tuo staff comprende cinque chef a tempo pieno, ovvero quattro volte più della maggior parte dei ristoranti. Ma cosa è in cima alla tua lista della spesa?
Buste di patatine fritte e tacos, ecco cosa c’è nella lista del neoeletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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Certo, patatine! Quale miglior sostentamento per una giornata da spendere tra decisioni di dubbio gusto e tweet postati alle 3 di mattina?
Jo Travers, dietista e autrice di The Low-Fad diet, è convinta che ci sia una relazione tra ciò che mangia e come agisce il Presidente. E, soprattutto, è particolarmente preoccupata per l’impatto della dieta di Trump (molto carica di cibo spazzatura e praticamente inconsistente in quanto a verdure) sulla sua capacità di pensare.
Tanto per cominciare, Trump non tocca praticamente nulla di tutto ciò che contiene omega-3i grassi buoni presenti nelle noci, pesce azzurro e semi di lino, di cui le nostre cellule cerebrali hanno assoluto bisogno per funzionare. “Il suo corpo – sostiene la Travers – sarà costretto a sostituirli con altri tipi di grassi, che però sono meno fluidi, e riducono la capacità funzionale dei neurotrasmettitori. Con ripercussioni anche sui disturbi dell’umore“… il che potrebbe spiegare una cosa o due!

Pensando alla remota possibilità che, anche se in ritardo, – perché lo sappiamo, è stato molto indaffarato ultimamente – Trump possa lanciarsi in buoni propositi salutari per il nuovo anno,  Travers ha alcuni suggerimenti, in linea con i cibi preferiti dal Presidente.

Circa la prima colazione, che Trump salta se può, o in cui mangia uova e pancetta se costretto, Travers pensa che sarebbe opportuno che “lui reintegrasse le sostanze nutritive il suo corpo non può immagazzinare durante la notte”. Che riducesse la pancetta, “un prodotto industriale ricavato dal maiale, raffinato, dichiarato cancerogeno (rapporto OMS 2016, ndr), per cui il suo rischio di sviluppare questa malattia è alto”. E che avesse un maggiore equilibrio tra proteine e carboidrati. “La sua dieta ricca di proteine può mettere sotto eccessiva pressione i suoi reni, se non beve abbastanza acqua.”

Un pranzo a base di polpettone, uno dei suoi preferiti, è OK secondo Travers, se accompagnato con del pane (e apparentemente lo fa), ancora una volta per l’equilibrio carboidrati-proteine. Meglio sarebbe con del pane integrale: “Il polpettone è fondamentalmente solo carne. Non ci sono fibre necessarie per la salute dell’intestino. E se non si nutrono i batteri intestinali con fibre e frutta e verdura, ci possono essere ripercussioni negative sul sistema immunitario, e addirittura infezioni”.

La cena preferita di Trump oscilla tra un Big Mac o un cesto di pollo fritto KFC. Nessuna  sorpresa, quindi, che Travers metta in guardia dal rischio di sovraccaricare il suo corpo con i grassi trans, che agiscono come grassi saturi, e sono legati al rischio di malattie cardiache. “Una maxi porzione di bistecca”, la scelta preferita di Trump, “non è necessariamente un male, ma il cibo bruciato comporta cambiamenti al nostro DNA, che possono anche causare tumori”.

Secondo la nutrizionista, gli chef della Casa Bianca potrebbero incoraggiare Trump ad abbracciare la regola delle frazioni quando si riempie il piatto. “Dovrebbe essere riempito a metà con frutta e verdura, un quarto con carboidrati e un quarto con proteine.”

Se la chiave per pensare meglio è così semplice, forse sarebbe il caso di provarci, Mr. Trump.”

{Liberamente tradotto da Sue Mesure –  Donald Trump’s Big Macs, bacon and Doritos – deconstructing his diet, The Guardian}