Dalla parte delle bambine, un libro alla volta

[Oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne]

Fonte: theguardian.com

“The first decade of the 20th century was not a great time to be born black and poor and female in St Louis, Missouri.” Con queste parole si apre Mom&Me&Mom della nostra amata Maya Angelou, che molti londinesi hanno trovato, nei giorni scorsi, tra le banchine e i tornelli del Tube. Della poetessa, scrittrice, intellettuale abbiamo già raccontato qui; e per questo siamo state felici di leggere che, in questo momento di sconforto per chi sostiene la causa delle donne – la batosta delle elezioni presidenziali americane brucia ancora – proprio questo libro sia stato scelto come messaggero delle lotte per l’uguaglianza di genere.

emmawatson4Tutto merito di Emma Watson, che, nei giorni successivi all’elezione di Donald Trump, è entrata in azione nella metropolitana di Londra per questo guerrilla bookcrossing destinato a diventare virale.
Non è la prima volta che l’attrice si espone come paladina delle lotte femministe: l’attrice è ambasciatrice del programma UN Women, e il suo discorso d’inaugurazione della campagna HeforShe, qualche anno fa, è rimasto nei cuori di molte di noi. L’ultima delle sue iniziative è Our Shared Self, bookclub femminista di cui il memoir di Angelou, dedicato al difficile rapporto con la madre, è l’ultimo libro scelto. Come racconta lei stessa, “per il mio lavoro con UN Women, ho iniziato a leggere tutti i libri sull’uguaglianza di genere su cui riuscivo a mettere le mani. […] Ho scoperto così tante cose che, a volte, mi sentivo la testa pronta ad esplodere… così ho deciso di dar vita a un bookclub femminista, per condividere quello che imparo e ascoltare anche il vostro parere.”
Ogni mese viene selezionato un libro e durante l’ultima settimana del mese si apre la discussione, a cui spesso partecipa anche l’autore. Si va da Marjane Satrapi, a Caitlin Moran, a Bell Hooks, e i membri del gruppo sono già oltre 150mila, molte delle quali giovanissime.

L’iniziativa di Emma Watson si rivolge a un pubblico adulto, ma non è la sola che vede i libri come strumento di consapevolezza ed emancipazione. In rete, e non solo, si moltiplicano le risorse per aiutare genitori, insegnanti ed educatori a supportare una generazione di bambine nella loro crescita oltre gli stereotipi.

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Una delle nostre pagine Facebook preferite, per esempio, è A Mighty Girl, una miniera di risorse “per crescere bambine intelligenti, sicure di sé e coraggiose”. La pagina (e il sito) si propongono come la più grande collezione al mondo di libri, film e musica per ispirare le bambine e le ragazze: l’idea da cui nasce è che tutti i bambini (maschi e femmine) dovrebbero avere l’opportunità di ricevere messaggi positivi sul genere femminile e celebrarne le capacità e, in definitiva, tutti dovrebbero poter perseguire i propri sogni. Ogni giorno vengono postate storie di donne che in qualche misura (grande o piccola) hanno contribuito a cambiare il corso della storia, oltre a innumerevoli link di approfondimento e consigli su libri e altri media.

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Un altro progetto molto interessante, e 100% made in Italy, è Il Gioco del Rispetto, nato a Trieste nell’ambito delle attività di prevenzione della violenza di genere e di promozione delle pari opportunità tra uomini e donne: “Molte scuole hanno iniziato dei percorsi formativi per insegnare a studenti e studentesse a rispettarsi fra di loro e rifiutare la violenza, ma la maggior parte di questi interventi avviene nelle scuole primarie, secondarie o superiori, quando cioè gli stereotipi di genere sono già ben radicati tra ragazzi e ragazze e costituiscono terreno fertile per una visione distorta e iniqua dei rapporti tra generi. Per questo motivo il progetto “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” vuole partire dall’età dell’infanzia, quando cioè bambini e bambine sono ancora permeabili ai concetti di libertà di espressione e di comportamento, al di là degli stereotipi.
Bambini e bambine vengono educati a ruoli di genere stereotipati fin dalla nascita, con l’industria e il marketing dei giocattoli che rafforzano questa visione, suddividendo il mondo in rosa e azzurro. Il Gioco del Rispetto si rivolge ai bambini dai 3 ai 6 anni, alle loro famiglie e alle loro scuole, per insegnare, fin da piccoli, il rispetto delle diversità.

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Proprio in questi giorni, invece, stanno arrivando a destinazione le prime copie di Good Night Stories for Rebel Girls – 100 tales to dream big, l’ultimo progetto nato in casa Timbuktu Labs (di due italianissime della Silicon Valley, Francesca Cavallo e Elena Favilli) e interamente finanziato tramite crowdfunding. È un libro per bambini con 100 storie della buonanotte che raccontano 100 donne straordinarie del passato e del presente, illustrato da 100 artiste provenienti da tutto il mondo.

Su Kickstarter ha avuto un successo sbalorditivo, arrivando a superare di gran lunga l’obiettivo iniziale. Io sto aspettando trepidante il mio pacchettino, ma se non avete fatto in tempo a partecipare alla campagna, niente paura: il libro si può ordinare qui. Non arriverà entro Natale, ma sarà comunque un modo per cominciare l’anno nuovo sotto i migliori auspici. Buone letture!