Do more with less: come ho scoperto, e cominciato ad amare, il Bullet Journal

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Chi di noi perde tempo su fa abitualmente utilissime e importantissime ricerche su Pinterest, avrà sicuramente notato che nell’ultimo anno compaiono sempre più spesso esempi di diari/agende estremamente curati. L’hashtag chiave è Bullet Journal (magari seguito da “junkies”: provate a cercare anche su Instagram), e unisce una serie di passioni a cui io non posso proprio dirmi immune: l’organizzazione, l’ordine, i materiali cancelleria, i disegni che vorrei tanto essere capace di fare.

La cosa quindi mi ha subito incuriosito, ma navigando il sito ufficiale dell’inventore del Bullet Journal le mie idee si sono confuse ancora di più: i termini usati e la metodologia proposta mi sembravano piuttosto complicati.

In realtà, una volta capito il meccanismo (qui, per esempio c’è una guida piuttosto ben fatta) il concetto che sta dietro al Bullet Journal è molto semplice. Di fatto si tratta di un metodo per unificare in modo efficace agenda, note e to-do list. La struttura base sono gli elenchi puntati (bullet points), e la buona notizia è che anche chi ha le capacità figurative di un bambino dell’asilo (eccomi) può comunque tenerne uno. Brutto, ma funzionale.

Se anche a voi piace l’idea di avere uno strumento che vi aiuti a tenere insieme tutti i pezzi delle vostre giornate, vi racconto la mia esperienza e le basi di questo metodo di journaling.

Di cosa avete bisogno

Un taccuino (meglio formato A5 o simili) e una penna. Io uso una Moleskine rigata.
Per prima cosa dovrete numerare tutte le pagine.

Gli elementi di base

  • Indice: nella prima pagina create un indice (numero di pagina – contenuto), che potrete aggiornare man mano.
  • Future Log: prendete quattro pagine dell’agenda, dividetele orizzontalmente in 3 sezioni che corrispondono ad un mese ciascuna. Qui potrete mettere obiettivi, eventi e to-do a lunga scadenza.
  • Monthly Log: su due pagine, riportate da una parte il mese in corso, segnando i giorni, e dall’altra la to-do del mese. Aggiungete quello che non siete riusciti a fare il mese prima.
  • Daily Log: la to-do list del giorno, a cui aggiungere note e osservazioni. Potete usarlo anche per tenere nota di attività che svolgete quotidianamente: nel mio caso, scrivo se ho fatto attività fisica e di che tipo, e i rimedi macrobiotici che ho preso quel giorno.

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Il metodo

Il Bullet Journal è basato sull’annotazione sintetica dei task, degli eventi e delle note. Bisogna essere concisi ed essenziali.

Altro elemento fondamentale sono i simboli di annotazione: potete scegliere quelli proposti dal sito ufficiale, o crearne di vostri. Il mio consiglio è, comunque, di non usarne troppi. Ricordatevi di mettere una legenda all’inizio, prima dell’indice: vi aiuterà soprattutto all’inizio.
Quando completate un task segnatelo come fatto, o spostatelo avanti (al prossimo mese o nel future log). Oppure (la cosa che preferisco) eliminatelo, se vi rendete conto che non era poi così importante.

Un’altra cosa che mi piace moltissimo è aggiungere al mio Bullet Journal dei moduli sulle cose che mi interessano. Ovvero, pagine che non sono legate all’agenda e al calendario, per esempio liste (libri che voglio leggere, lavori DIY da terminare, posti da visitare…), appunti, schizzi e idee. Ovviamente ho anche una tabella con il peso e i cm di Adele e altre cose da mamma.
Anche questi moduli aggiuntivi vanno segnati nell’indice, in modo da poter essere ritrovati con facilità.

Fonte: www.bulletjournaljoy.com
Fonte: http://www.bulletjournaljoy.com

Come e perché il Bullet Journal può diventare vostro alleato

Scrivere a mano è qualcosa che ci capita sempre più raramente. Abbiamo device di ogni tipo, con app efficaci e strumenti che ci permettono di tenere traccia di tutte le nostre attività, organizzare contenuti, calendarizzare i nostri impegni. Io per prima, per anni, ho abbandonato l’agenda cartacea a favore della maggiore libertà e flessibilità assicurata dalle tecnologie.

Da qualche tempo, però, mi sono resa conto che scrivere su carta mi aiuta a memorizzare meglio, a fissare le idee e a liberare la creatività. Non capita solo a me: diversi studi hanno dimostrato che usare la penna o digitare su una tastiera mettono in campo processi cognitivi molto diversi. La scrittura manuale è un’attività più complessa, tridimensionale, creativa. Inoltre, permette di tenere traccia del lavoro di editing e di conseguenza dell’evoluzione delle nostre idee. Ecco perché, pur continuando a usare Calendar, Evernote, Wunderlist, ho ricominciato a scrivere sul taccuino.

Dal punto di vista organizzativo, non è detto che abbiate bisogno di un Bullet Journal. A me piace perché mi permette di creare ordine nelle mie idee e nella lista delle mie cose da fare, perché mi aiuta a non sentirmi sopraffatta dagli impegni quotidiani e a fare una selezione dei miei (troppi) interessi in base alle priorità. Ecco perché eliminare task inutili è la cosa che preferisco! E, non a caso, il Bullet Journal è stato definito il Marie Kondo dell’agenda.

Fonte: www.bohoberry.com
Fonte: http://www.bohoberry.com

Come si legge sul sito, “The Bullet Journal is a customizable and forgiving organization system. It can be your to-do list, sketchbook, notebook, and diary, but most likely, it will be all of the above. It will teach you to do more with less.” 

Do more with less, ma anche do less: contro il logorio della vita moderna, e contro la dittatura del multitasking, Bullet Journal per tutti!

3 thoughts on “Do more with less: come ho scoperto, e cominciato ad amare, il Bullet Journal

  1. 👍👍👍👍💙io se lo avessi lo riempirei di odio quindi mi basta sapere che il tuo funziona e sono già un po’ più contenta😂😉💙. Ps lo seguo sempre il tuo.blog, sei bravissima.

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