Your health is your wealth! Cartoline da Goodroots Festival, London

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Lo sappiamo, in questi giorni si parla di Londra per altri motivi. Ma, se si può dire, “quando il Regno Unito faceva ancora parte dell’Unione Europea” (quindi due settimane fa), noi di Romeo & Julienne siamo state a Goodroots, un festival colorato, divertente, 100% veggie.
Goodroots Festival è nato l’anno scorso dall’idea di due amiche di East London, e i biglietti sono andati sold out in pochi giorni. Quest’anno si è tenuto a Dalston – secondo molti, il quartiere più hip della città – ancora una volta con un enorme successo di pubblico.

Avete presente i festival vegetariani, dove tutti girano in Birkenstock e pantaloni bracaloni, si ascolta musica indiana new age e a un certo punto, chissà come, si finisce a parlare di pannolini lavabili? Ecco, Goodroots è proprio un’altra cosa [disclaimer: i Birkenstock li ho anche io e uso anche i pannolini lavabili :)]. Qui veggie fa rima con healthy, che a sua volta fa rima con sexy: a partire dall’allestimento e dalla location, è tutto molto attraente, cool e un po’ hipster. Ma alla forma seguono i contenuti, che ci sono e sono di qualità.

Romeo e Julienne Goodroots Festival

Nell’area market esterna (oh sì, l’atmosfera londinese che ci piace tanto è assicurata!), tra un dj set e l’altro, si incontrano Ella Woodward, che dal blog è passata all’imprenditoria con il suo Mae Deli, ma anche alcuni dei nomi di punta della ristorazione veg londinese, tra cui Nama Raw Foods, di cui non posso fare a meno di assaggiare la Blueberry & Vanilla Swirl Cake.

All’interno, si inizia con una sessione di Yoga (tenuta dalla bellissima Annie di Mind Body Bowl) e si prosegue con i panel di mezz’ora (che durano davvero 30 minuti, e sono puntuali!): si parla di juicing, di come abbandonare lo zucchero, passando per lo yoga e le strategie per avere una pelle più luminosa. Quello che mi colpisce – oltre al fatto che ad ascoltare ci siano migliaia di persone, spesso molto giovani – è come l’accento sia sul concetto di ben-essere allargato, e non tanto sugli estremi di quello spettro che va dall’animalismo spinto alle fissazioni sulla forma fisica (o meglio, su un unico modello di forma fisica). Si parla di cibo, esercizio fisico, stile di vita, sempre in modo gioioso e poco “punitivo”. Certo, metà delle relatrici e web star sono ex-modelle, non mi sento di fargliene una colpa 😉

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Tra un assaggio e l’altro, un paio di libri acquistati al bookshop e il classico acquazzone londinese, arriva l’ora dei talk.
Il primo a cui ci siamo registrate, Blog to Business, riunisce su un unico palco alcuni dei fenomeni web più interessanti degli ultimi tempi: Melissa Hemsley, Madeline Shaw, Niomi Smart e Sasha Wilkins raccontano come sono diventate blogger di successo. Il mondo dei blogger, visto da qui, sembra meno marchettaro, più spontaneo e allo stesso tempo più concreto (insomma, nessuno ci viene a dire che il blogger è una professione di per sé). I consigli sono quelli che chi bazzica la rete conosce (o dovrebbe conoscere) molto bene: essere sé stessi, curare la propria community tanto quanto i contenuti, continuare a studiare e a specializzarsi, e soprattutto prendersi la responsabilità di quello che si pubblica. C’è anche uno spunto inedito, quando Sasha Wilkins suggerisce di scrivere, scrivere nonostante tutto, anche se ci leggono in pochi (e di non dimenticarsi di aprire un account su Snapchat). Se sono rose, insomma, fioriranno. 

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Ancora più interessante e sorprendente si rivela il secondo talk. Tutto dedicato all’Australia – che a quanto pare, in UK è considerata all’avanguardia sulle tendenze che riguardano il benessere – è Aussie Rules, a cui partecipano Sarah Wilson, Shona Vertue e uno smagliante James Duigan. Vera rivelazione della giornata, James tra una battuta e l’altra riesce a pronunciare le parole che più mi sono rimaste impresse. Per esempio, che l’esercizio fisico può essere un nemico della nostra salute, se non abbiamo rispetto per il nostro corpo; che le diete spesso non hanno senso perché non si può pensare al cibo solo come somma di calorie, o insieme di macronutrienti: il cibo è nutrimento anche e soprattutto emotivo. Se dimentichiamo questo, non potremo mai avere un rapporto equilibrato e sano con quello che mangiamo. E, aggiunge, dovremmo cancellare dal nostro vocabolario emozionale “guilt” e “shame”, ricordandoci che siamo molto di più e molto meglio di quello che pensiamo di essere. A questo punto verso una lacrimuccia, poi acchiappo al volo un Golden Ticket per il programma “I quit sugar” (cooming soon su R&J!) ed esco nel tardo pomeriggio londinese: felice, leggera, open-minded come si può essere solo dopo un viaggio in questa incredibile città.

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2 thoughts on “Your health is your wealth! Cartoline da Goodroots Festival, London

  1. WOW, deve essere stato fantastico, veramente una boccata d’aria per mente e cuore! Attendo con curiosità anche il prossimo post su ‘I quit sugar’: sono al 18° giorno senza zucchero! 🙂

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    1. Proprio una boccata d’aria Giulia! Anche tu facci sapere come sta andando senza zucchero, siamo curiose 🙂 Noi ci metteremo sotto a settembre, quando fare buoni propositi è un po’ più facile!

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