Quella volta che il cibo ha vinto la guerra, e le sfide ancora da vincere: i lunedì senza carne

Romeo e Julienne Meat free monday

Dei lunedì senza carne abbiamo già raccontato qualcosa nel post sull’omonimo ricettario. Meat Free Mondays è il nome dell’iniziativa lanciata nel 2009 da Paul, Stella e Mary McCartney per sensibilizzare l’opinione pubblica britannica, e non solo, sulle ricadute positive di una riduzione nel consumo di carne.

L’idea è semplice: basterebbe che tutti (o molti) rinunciassero a mangiare carne per un solo giorno a settimana per innescare un circolo virtuoso a favore dell’ambiente, della nostra salute e del benessere degli animali. Gli allevamenti di bestiame, infatti, sono responsabili secondo la FAO del 14,5% delle emissioni di gas serra; evidenze scientifiche in campo medico hanno inoltre portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a sostenere che il consumo di carne andrebbe limitato per i suoi impatti negativi sulla salute dell’uomo; la stragrande maggioranza degli animali che mangiamo, infine, viene cresciuta e macellata in allevamenti intensivi.
Non ultimo, ridurre la quantità di carne sulle nostre tavole potrebbe dare un aiuto significativo alla lotta contro la fame e la malnutrizione di 800 milioni di persone, dal momento che una quantità di cereali che potrebbe sfamare tre volte tanto questa popolazione viene utilizzata per l’allevamento di bovini, suini e pollame.

Poco sforzo e massima resa: questa campagna sposa l’amore per l’ambiente con il tipico pragmatismo inglese (sul sito ufficiale si suggerisce anche che questo cambiamento di dieta ha anche un effetto benefico… sul portafogli!).
Ma da dove viene questa idea, semplice ma geniale?

L’idea dei Meat Free Mondays nasce in realtà di martedì e negli Stati Uniti, con uno scopo diverso dalla salvaguardia del Pianeta. Durante la Prima Guerra Mondiale, Herbert Hoover – che diverrà in seguito il trentunesimo presidente degli Stati Uniti – lanciò il motto “Food will win the War”: tutti i cittadini venivano invitati a limitare il consumo di carne e frumento in modo da devolvere preziose risorse alimentari ai paesi europei alleati e i soldati americani impegnati al fronte. Allo stesso modo, il governo invitava persino a “finire tutto quello che c’è nel piatto”!

Come bravi bambini, famiglie, ristoranti e hotel, ogni martedì – Meatless Tuesday – e ogni mercoledì –Wheatless Wednesday – aderirono alla campagna, permettendo così di ridurre i consumi alimentari del 15%, in un periodo di 12 mesi a cavallo tra il 1918 e il 1919. Un successo importante, tanto che lo stesso sistema venne adottato anche durante la Seconda Guerra Mondiale.

save a loaf romeo e julienne
Dimenticato durante gli anni del boom economico, ecco che in questi anni l’invito ad autolimitare i consumi ritorna in una forma più smart e leggera. E speriamo ancora più efficace, perché questa volta non si tratta di vincere una guerra, ma di una sfida ancora più grande: quella di preservare le risorse della Terra il più a lungo possibile.