Quella sporca dozzina. Comprare BIO il 27 del mese (e fare colazione su Instagram!)

dirty_dozen_huff_postChe sia sempre meglio comprare frutta e verdura biologica, ormai, lo abbiamo capito: solo acquistando bio possiamo fare il pieno di vitamine e minerali con la sicurezza di stare lontani da OGM e pesticidi di sintesi (che siate pro o contro, date un’occhiata a questo bell’articolo di Dario Bressanini).
Tuttavia, soprattutto a fine mese come oggi, non è sempre possibile farlo: i costi del biologico sono di solito molto più alti (30-50%) del cosiddetto convenzionale e non sono certo alla portata di tutte le tasche.

Come fare, allora, quando andiamo a fare la spesa “on a budget”, ma non vogliamo esporre i nostri figli ai potenziali danni da pesticidi (rischio di cancro, problemi al sistema nervoso)? Possiamo concentrarci sui cosiddetti “Clean Fifteen”, ovvero i 15 prodotti ortofrutticoli che secondo l’Environmental Working Group hanno il più basso indice di residui chimici nella polpa edibile e che, quindi, possiamo tranquillamente comprare non-organici:

  1. CIPOLLE
  2. MAIS (attenti all’OGM, ma questo è un altro discorso!)
  3. PISELLI
  4. MELANZANE
  5. ASPARAGI
  6. PATATE DOLCI
  7. CAVOLFIORE
  8. CAVOLO CAPPUCCIO
  9. AVOCADO
  10. ANANAS
  11. MANGO
  12. PAPAYA
  13. POMPELMO
  14. KIWI
  15. MELONE CANTALUPO/ANGURIA

Assicuriamoci, invece, di acquistare sempre la “sporca dozzina che segue nel reparto bio:

  1. MELE
  2. PESCHE
  3. PESCHE NOCI
  4. FRAGOLE
  5. UVA
  6. MIRTILLI
  7. SEDANO
  8. PEPERONI
  9. SPINACI
  10. POMODORI
  11. CETRIOLI
  12. PATATE

in cui sono stati ritrovati fino a 40 pesticidi diversi in un singolo prodotto.

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Prendiamo ad esempio le mele.
Una mela al giorno, si diceva un tempo, leva il medico di torno, e i moderni studi scientifici hanno dato ragione ai nostri nonni.
La buccia della mela è infatti ricca di quercetina – un flavonoide dotato di “poteri magici” (è un potente anti-ossidante, anti-infiammatorio e anti-istaminico, utile perciò in caso di allergiie, riduzione del colesterolo “cattivo” LDL, prevenzione arteriosclerosi e, in provetta, addirittura inibitore della crescita tumorale) e di fibre (una mela ne contiene circa 3 – 3,5 grammi, di cui la metà proprio nella buccia, utili per regolarizzare il trasito intestinale e tenere sotto controllo il colesterolo, riducendo così il rischio di infarto, obesità e diabete).
Tuttavia, da qualche anno, le mele sono tristemente in cima alla classifica degli alimenti più trattati e, purtroppo, la buccia, porosa al pari di quelle di pesche e uva, si comporta come una vera e propria spugna. Non basta, quindi, lavare o strofinare energicamente una mela non biologica: per essere certi di non immettere nel nostro corpo e in quello dei nostri figli ntutti questi pesticidi, bisogna sbucciarla, ma a quel punto… perchè mangiarla?

Se siete a fine mese, quindi, meglio rinunciare alle mele e scegliere un’altra opzione per il vostro spuntino di metà mattina. Un avocado on toast, magari? Vedo già salire la vostra popolarità su Instagram!