Ho messo in pratica “Il magico potere del riordino” a casa mia e vi racconto com’è andata

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Qualche mese fa le bacheche Facebook di molti miei contatti si sono riempite di commenti entusiasti per un libretto a cui, ammetto, non avrei mai dedicato più di un’occhiata distratta tra gli scaffali di una libreria.
Tutti parlavano de “Il magico potere del riordino” della giapponese Marie Kondo e sembravano stregati da questa lettura. Allora ho pensato che forse qualcosa di magico ci fosse davvero, e un giorno l’ho scaricato finalmente sul mio Kindle (complice un’irresistibile offerta a 1,99€). È così che sono caduta anche io nel tunnel del metodo Konmari.

Devo partire con una premessa: sono sempre stata una persona molto ordinata, metodica, precisa, fin da piccola. È quasi una confessione, per chi fa un lavoro creativo, ma il punto è che non penso affatto che il disordine aiuti la creatività o che, al contrario, l’ordine la inibisca, anzi: credo sia un fattore soggettivo e per me vale esattamente il contrario.

Partendo da questi presupposti, e nonostante l’iniziale scetticismo, posso dire di aver letteralmente adorato “Il magico potere del riordino”: perché non è un libro di self help su come tenere in ordine la propria casa, ma un vero e proprio manuale d’ispirazione zen (non a caso, l’autrice è stata per anni sacerdotessa in un tempio shintoista).

marie kondo romeo e julienne

Abbiamo sperimentato tutti (tranne forse gli accumulatori seriali) quanto il decluttering possa essere salutare: ecco, qui si va oltre e si parla di dare una svolta alla propria vita attraverso un metodo che, se applicato correttamente, permette non solo di non dover più riordinare periodicamente, ma addirittura ci cambierà per sempre a livello personale e spirituale: secondo Marie Kondo, “Il riordino dovrebbe occuparsi di ristabilire un equilibrio tra le persone, le loro cose e la casa in cui vivono”. Ambizioso, no?

La prima domanda da porsi, quindi, è: che cosa voglio ottenere dal riordino della mia casa?

La risposta che io mi sono data è stata: voglio avere più tempo per me, per la mia famiglia, essere meno multitasking e più presente a me stessa.
Complice anche l’arrivo imminente della nostra piccola, per cui l’esigenza di “fare spazio” fisico e mentale si è fatta più pressante, ho dato così inizio al riordino della casa.

Le regole da seguire sono poche e chiare, facili da seguire (basta non barare troppo!):

  • il riordino è un evento, non un’attività del quotidiano. L’ideale, secondo Marie Kondo, è farlo nell’arco di sei mesi
  • riordinare per categorie di oggetti e non per stanze/luoghi della casa
  • prima eliminare tutto il superfluo, e solo dopo riordinare e riorganizzare gli spazi, per ogni categoria. Il criterio di scelta tra cosa tenere e cosa no è un punto fondamentale: “il criterio deve essere «se conservare quel qualcosa vi rende felici»: in altre parole, «se quella cosa vi fa battere il cuore»”. 
  • seguire un ordine preciso nelle categorie: prima il vestiario, poi i libri, quindi le carte; poi gli oggetti misti e infine i ricordi (foto, lettere e diari). Dal meno al più sentimentale.
  • ogni cosa ha un posto, ogni posto per ciascuna cosa
  • non essere troppo rigidi nella divisione degli oggetti, una volta riordinati, e non cedere alla tentazione di un’organizzazione troppo tassonomica

konmari method romeo e julienne

Ed ecco il mio bilancio. Ho riordinato la mia casa, secondo il metodo Konmari, in circa due mesi (non ne avevo sei a disposizione, ed essendo a casa dal lavoro ho potuto concentrare meglio le attività). Devo ammetterlo: è stato molto faticoso, a livello fisico e mentale, ma sono assolutamente entusiasta del risultato.

La mia coscienza ecologista piange un po’ a pensare che ho prodotto circa 30 sacchi di spazzatura, ma a mia parziale discolpa posso dire che solo meno della metà sono stati destinati effettivamente alla discarica: la maggior parte di questi oggetti sono stati riciclati, donati o venduti. Man mano che eliminavo, però, diventavo sempre più brava a scegliere e a salvare le cose a cui tenevo: d’altra parte, non è bellissimo avere un armadio pieno solo delle cose che ci piacciono, ed essere circondati solo da oggetti che ci regalano qualche emozione?  

Per quanto riguarda l’armadio, poi, uno dei risvolti pratici più interessanti del metodo Konmari è quello di eliminare quasi del tutto il terribile rito del cambio stagionale, grazie anche a un modo di piegare il vestiario assolutamente geniale! In rete si trovano parecchi video a riguardo, ma non perdetevi quello sul cassetto della biancheria (“L’importante è che alla fine i collant siano stabili e compatti, come un rotolo di sushi”).

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Sono stata meno ligia sui libri: non posso immaginare la mia vita senza, per cui ho eliminato solo quelli che ho odiato o che non desidero leggere. Anche con gli attrezzi della cucina ho usato una certa clemenza. Per il resto ho seguito il metodo e le sue regole, ma sempre cum grano salis: perché non siamo giapponesi (ringraziare gli oggetti con una piccola preghiera prima di eliminarli mi sembrava un tantino troppo, ecco), e perché ognuno ha un suo equilibrio.

Eliminare il superfluo mi ha certamente fatto apprezzare maggiormente quello che ho e mi ha liberato di alcuni pesi del passato. In fondo, penso che la cosa importante sia proprio trovare la giusta armonia con la propria casa: adesso mi sembra che il mio appartamento di 56mq calpestabili “respiri”, mi sento in sintonia con ogni suo angolo (anche se, probabilmente, in futuro qualche altro aggiustamento servirà: ma come in tutte le cose ci vuole pazienza), lo sento più mio, sono più felice quando torno a casa.

Non saprei dire se la mia vita è cambiata – cambierà presto, per altri motivi – ma su un punto, in particolare, non posso che dar ragione a Marie Kondo: “La vita diventa più facile quando sapete di poter trovare una soluzione anche se vi manca qualcosa.” 

(fonti immagini: wherethelightplays.com, amazon.it, fastcompany.com, yahoo.com, gioia.it)

2 thoughts on “Ho messo in pratica “Il magico potere del riordino” a casa mia e vi racconto com’è andata

  1. Ciao, complimenti per il post. Anche io ho appena finito di leggere il libro e ho iniziato la prima fase del riordino (i vestiti).
    Mi sta piacendo tantissimo, nonostante la fatica. E’ proprio una liberazione interiore 🙂
    L’unico problema che ho riscontrato fin’ora è il metodo con cui si piegano i vestiti… forse non lo faccio nel modo giusto, ma per me è diventata una procedura ancora più lunga e barbosa di prima (sebbene l’armadio ora sia un bijoux).

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  2. Ciao Alice, grazie, sono contenta che il post ti sia piaciuto! Hai ragione, non è immediato capire come piegare i vestiti in modo efficiente, e soprattutto senza perderci un sacco di tempo. Però devo dire che dopo un po’ ci fai l’abitudine, e il risultato ti dà così tanta soddisfazione che ci sacrifichi un po’ di tempo volentieri!
    In bocca al lupo con il riordino 😉

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